VENERDI della XXIV sett. del T.O. SS. ANDREA KIM TAE-GŎN e compagni, martiri – MEMORIA (rosso)
venerdì, 20 settembre 2019
La custodia presso il Monastero di Montevergine 20 Apr 2015

La Sindone e la beata Maria Cristina di Savoia

Domenica 19 aprile 2015 è iniziata l'ostensione della Sindone nel duomo di Torino che si protrarrà fino al 24 giugno.

Visto che la vicenda della Sindone si intreccia con quella della famiglia Savoia non meraviglia che vi sia un legame anche con la beata Maria Cristina.

Ma tale collegamento tra la beata Maria Cristina di Savoia e la Sindone è accresciuto anche dal fatto che quest'ultima fu portata durante gli anni della seconda Guerra mondiale presso il Monastero di Montevergine ed inoltre proprio uno degli abati di tale cenobio fu il postulatore e primo biografo della Reginella santa che da Torino andò a Napoli, come ebbe a scrivere Giovanni Preziosi nell'articolo Quando la Sindone andò ad Avellino su L'Osservatore Romano:

Del resto fino a pochi anni fa non molti sapevano che, proprio alla vigilia della seconda guerra mondiale, la Sindone — allora in possesso dei Savoia — fu trasferita, nel più stretto riserbo, in una località alle porte di Avellino dove sorge il Monastero benedettino di Montevergine.

La scelta di questo cenobio da parte dei Savoia non avvenne soltanto per i requisiti di sicurezza che garantiva la zona, ma soprattutto per i legami con i monaci benedettini che affondavano le radici fin dal lontano 1433. Senza contare, poi, che l’abate Guglielmo De Cesare (1859-1884) fu il postulatore della causa di beatificazione di Maria Cristina di Savoia, di cui in seguito divenne anche il primo e più autorevole biografo.

Da allora i rapporti tra la comunità e i Savoia si andarono sempre più consolidando e, pertanto, anche grazie a quest’amicizia di lunga data, verso la fine di settembre del 1939, si decise di trasferire presso il santuario di Montevergine la Sindone, considerati i tempi tutt’altro che tranquilli.

Alla fine della guerra, dopo il referendum istituzionale e la proclamazione della Repubblica, il 28 ottobre 1946, come disposto dalla Real casa, la Sindone fu riconsegnata al cardinale Fossati che, accompagnato da monsignor Brusa, giunse a Montevergine «per riportarla, sempre in forma riservatissima, nella sua cappella in Torino».

Per un approfondimento:



Maria Cristina di Savoia Sindone

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