mercoledì, 06 luglio 2022
Prima delle tre Riflessioni sul tema della Risurrezione - fra Georges Massinelli 13 Apr 2020

Le fauci dei leoni

Il libro di Daniele è uno di quei libri che si faticano a trovare quando apriamo la Bibbia perché non ci sono tanto familiari. Eppure, può sembrarci strano, ma Daniele era uno dei personaggi biblici più popolari nel primo cristianesimo e ne ritroviamo spesso l’immagine e le parole in sigilli, anelli, e ciondoli di ogni genere. Ritroviamo soprattutto l’immagine di Daniele nella fossa dei leoni, un riferimento al simpatico racconto del capitolo 6.

Daniele era un uomo molto sapiente e Dario, il re di Persia, lo aveva messo a capo della burocrazia imperiale. Un po’ per gelosia, forse un po’ per xenofobia—un ebreo a capo dei persiani!—i funzionari di Persia complottano contro Daniele. Riescono a convincere Dario a proibire ogni culto nel regno, all’infuori del culto del re. Daniele, però, è fedele a Dio e continua a pregare nella sua stanza. I funzionari usano questa scusa e costringono Dario, che pure amava Daniele, a gettarlo nella fossa dei leoni. Una pietra viene posta sulla bocca della fossa.

Dopo aver passato una notte in bianco a rigirarsi sul letto in preda all’ansia, Dario corre di buon mattino alla fossa dei leoni e chiama con voce mesta: “Daniele, il tuo Dio ti ha potuto salvare?”. Daniele è ancora vivo e risponde. Dio ha mandato un angelo che ha chiuso le fauci dei leoni. Daniele viene tirato fuori dalla fossa e innalzato da Dario tra i grandi di Persia.

Questo racconto un po’ fantastico e pieno di personaggi stereotipati ha chiaramente uno scopo didattico e vuole insegnare il valore della fedeltà a Dio anche nella persecuzione religiosa, una lezione che ebrei e cristiani hanno dovuto mettere in pratica molte volte lungo i secoli. Ma questo racconto ha così tanti elementi che richiamano la storia della morte e risurrezione di Gesù—il complotto, l’accusa davanti al re, la pietra, la corsa mattutina—che capiamo facilmente perché i primi cristiani amavano tanto Daniele. Questo non era più, per loro, un semplice racconto didattico, ma un messaggio in codice che descriveva i fatti della Pasqua di Gesù.

Forse, la cosa più importante è la conclusione del racconto di Daniele. Il re Dario promulga un decreto che è una vera e propria professione di fede: “Dio salva e libera, fa prodigi e miracoli in cielo e in terra: egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni”. Questa è la fede dell’autore biblico, questa è la fede dei primi cristiani. Ritraendo Daniele tra i leoni, come anche celebrando la Pasqua di Gesù, i cristiani proclamavano la loro fede in un Dio che può salvare dai pericoli più gravi e dai nemici più feroci. Proprio come ha fatto per Gesù, salvandolo dalla morte. L’immagine di Daniele esprime la gioia di chi conosce il Dio di Pasqua, il Dio che salva e libera.



Georges Massinelli Porziuncola Riflessioni Risurrezione

Articoli correlati

06 Lug 2022

Perdono di Assisi 2022 in Porziuncola

Programma degli eventi e celebrazioni
27 Giu 2022

Sacerdozio: dono e mistero

Ordinazioni presbiterali in Porziuncola
24 Giu 2022

“A San Pietroburgo come testimoni del Vangelo”

Le parole di fr. Iuri, parroco del Sacratissimo Cuore di Gesù
22 Giu 2022

La Santa Settimana in Ucraina: quando Dio ti dà un appuntamento!

Testimonianza di fr. Francesco Piloni
17 Giu 2022

Celebrazione del Corpus Domini in Porziuncola

Programma delle s.Messe
13 Giu 2022

“San Francesco ci ha cambiato la vita”

X anniversario della nascita al cielo della serva di Dio Chiara Corbella Petrillo
08 Giu 2022

«Non riesco a diventare mamma. Lo chiedo a Chiara su Facebook»

Ecco le richieste, anche via web, per la serva di Dio Corbella Petrillo, a 10 anni dalla morte