VENERDI della XXIV sett. del T.O. SS. ANDREA KIM TAE-GŎN e compagni, martiri – MEMORIA (rosso)
venerdì, 20 settembre 2019
La regina innamorata di Gesù 03 Mar 2014

Maria Cristina di Savoia e l’emancipazione della donna

Le seterie della Colonia di San Leucio mette in luce di Maria Cristina di Savoia ancora una volta la spiccata tendenza all’emancipazione, un’emancipazione strettamente legata, però, alla sua fede, da cui anzi traeva la sua ragione principale. Maria Cristina ne sapeva di economia, di matematica e di scienze naturali, cosa non comune in una donna di quell’epoca. Aveva spiccate doti intellettive e mise su, autonomamente, un progetto in cui concentrò un po’ tutte le sue convinzioni religiose e sociali. Un progetto che mise in crisi le sue finanze private e, di re Ferdinando, ma che recuperò tutta una “fascia debole” del regno. Nessuno nella corte borbonica avrebbe potuto fare altrettanto e, infatti, la sua morte sarà la morte, lenta ma inesorabile, anche di San Leucio. Alla vigilia del 1860, Carlo Insegno dichiarò: «Ora tutte le fabbriche di an Leucio sono chiuse; quei coloni si muojono di fame, ed ancora richiamano la Benefattrice».

Maria Cristina, comunque, credeva nel ruolo socialmente attivo della donna. Certo non la intendeva come una rivendicazione o un’opposizione al potere maschile. Piuttosto, come una maggiore garanzia di stabilità economica e sana moralità dell’intera famiglia, perché intuiva che le migliori condizioni di vita favoriscono l’equilibrio e il benessere spirituale di ogni nucleo. Tra le 300 “salariate”, che ogni giorno «a mezzodì uscivano dal lavorio di San Leucio, confluirono anche alcune ragazze sbandate da Napoli e da altre città del Regno, che Maria Cristina aveva voluto salvare dalla strada. Oppure intere famiglie che vivevano in condizioni disumane nella capitale: le donne venivano occupate nello stabilimento tessile, gli uomini nelle altre attività.

Donne che, spesso vittime delle violenze dell’alcolismo dei propri mariti, se non dei genitori o dei fratelli, una volta recuperate alla vita, diventarono le interlocutrici principali della regina. Maria Cristina intuiva che la donna, come madre, poteva cambiare la visione della vita trasmettendo ai figli i sani valori cristiani e quindi poteva, con l’amore e il lavoro, cambiare il mondo».

Il testo è tratto dal ben documentato libro: Luciano Regolo, Maria Cristina di Savoia. La regina innamorata di Gesù, Roma 2014, pp. 429-430.



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