SS. TRINITÀ SOLENNITÀ (bianco)
domenica, 27 maggio 2018
Celebrazione all’Infermeria della Porziuncola 22 Ago 2017

Maria, stella del nostro cammino

Otto giorni dopo la grande solennità dell’Assunzione al cielo di Maria, la Chiesa festeggia oggi, 22 agosto, la Madre di Dio con il titolo di Regina. Un appellativo che non vuole indicarla come sovrana nel senso umano del termine, ma che riconduce alla sua vicinanza a Cristo Re, nei cieli, grazie alla sua umiltà nell’ascoltare e nell’accogliere la Parola di Dio Altissimo e Onnipotente.

Lei che è la serva del Signore, umile per eccellenza, ben spiega la parola evangelica “gli ultimi saranno i primi”, discepola mite e discreta su questa terra, Regina gloriosa nel Paradiso.

Con questi sentimenti verso la Vergine, padre Giuseppe Renda, prossimo ad assumere ufficialmente l’incarico di Custode della Porziuncola, ha presieduto la celebrazione eucaristica delle ore 10.00 nella nostra Infermeria provinciale, posta ormai da qualche anno sotto la protezione di Maria Regina. Con parole semplici, ma sapienti, ha rivolto ai frati anziani e malati, e agli altri convenuti, l’esortazione a farsi guidare dall’esempio semplice e, al tempo stesso grande, di Maria. Il suo essere discepola e ascoltatrice della parola di Dio e il suo metterla in pratica ci devono guidare nel cammino della nostra esistenza e, in particolare, quando siamo accompagnati dalla malattia e dall’infermità.

Il tempo dell’anzianità può essere un tempo fecondo se vissuto accanto a Maria dietro al Signore Gesù; offrendo le sofferenze che patiamo, come se fossimo con Gesù sulla croce, non solo salviamo noi stessi, ma facciamo bene a chi ci sta attorno e al mondo intero. Dall’ascolto umile fatto con fede, nasce la possibilità di generare vita anche quando sembra che non ci siano date più possibilità concrete a causa delle infermità o della stanchezza data dall’età avanzata. La sofferenza allora non ci spezza, ma al contrario ci ringiovanisce nello spirito!

Che Maria sostenga noi e, in modo particolare, le persone anziane, malate e sofferenti, aiutandole a dare un senso ai loro patimenti e a far volgere i loro occhi al cielo sentendosi amati ed accompagnati come teneri figli.

 

Salve, Regina,
Madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A Te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, Avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi
e mostraci dopo questo esilio Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine, Maria.



Giuseppe Renda Infermeria provinciale Maria regina

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