VENERDI della XXIV sett. del T.O. SS. ANDREA KIM TAE-GŎN e compagni, martiri – MEMORIA (rosso)
venerdì, 20 settembre 2019
La novità di e in Francesco d’Assisi 17 Nov 2017

N come novità: lessico francescano

L’autore della voce “novità” (in Leksykon duchowosci franciszkanskiej, coll. 1171-1180), Waclaw Michalczyk, ha articolato la sua riflessione in tre passaggi: 1. novità negli Scritti di san Francesco; 2. novità secondo i biografi del Santo; 3. novità negli autori non francescani. Ciò che ha caratterizzato san Francesco, secondo i suoi contemporanei, è stato indicato con il termine “uomo nuovo” e “novità” nella vita della Chiesa e della società d’allora.

Negli Scritti l’Assisiate non usò la parola “novità”, e non ne parlò riferendosi a ciò che fece, però specialmente nel Testamento (Test 1-3), indicò gli elementi che testimoniano la sostanziale novità della sua vita dopo la conversione. Le opere – il rinnovamento della vita cristiana in sé e poi negli altri, la nuova forma di vita radicalmente ispirata evangelicamente, la disciplina religiosa rinnovata tramite la Regola fondata fortemente sul Vangelo – sono alla base del successivo riconoscimento della sua novitas, descritta dai biografi.

Frate Elia nella sua Lettera enciclica a tutte le province dell’Ordine sulla morte di san Francesco, scrisse: «Questo egli ha fatto, come vera luce meridiana: Colui che sorge dall’alto illuminava il suo cuore e accendeva la volontà di lui col fuoco del suo amore: ed egli predicava il Regno di Dio e convertiva il cuore dei padri verso i figli e gli stolti alla prudenza dei giusti e in tutto il mondo ha preparato un popolo nuovo per il Signore» (LfE 3).

La forte convinzione della novità portata da san Francesco venne creata dai primi biografi, dai testi liturgici e dai cronisti francescani. Già Tommaso da Celano osserva: «Allora, tutto felice e pieno di purissima gioia, sembrava veramente un uomo nuovo di un altro mondo. […] Simile a un fiume del paradiso, il nuovo evangelista di questo ultimo tempo ha diffuso per il mondo intero le acque fluenti del Vangelo… […]. Tramite Francesco si sono rinnovati gli antichi miracoli, … quando mediate un modo di vita nuovo, … è stata piantata una vite feconda… » (VbF 82; 89). Nello stesso modo lo inquadra san Bonaventura nella LegM 4,5; 12,8; come pure i brani della 3Comp 54, e CAss 101.

Un aspetto della novità di Francesco, risaltato da tutti, furono le stimmate, già presentate da frate Elia nella Lettera: «…vi annuncio una grande gioia, un miracolo del tutto nuovo. […] Non molto tempo prima della sua morte, il fratello e padre nostro apparve crocifisso, portando nel suo corpo le cinque piaghe, che sono veramente le stimmate di Cristo». (LfE 5)

Tommaso da Celano offrì un’ulteriore descrizione nelle sue biografie (VbF 94, Mem 135), con la significativa sottolineatura nel Trattato: «L’uomo nuovo Francesco si rese famoso per un nuovo e stupendo miracolo […], mai concesso nei secoli precedenti, quando cioè fu decorato delle sacre stimmate e reso somigliante in questo corpo mortale al corpo del Crocifisso» (Trattato 2).

Un’altra novità dell’Assisiate fu la sua forma di predicazione itinerante penitenziale nella quale usufruì i modi dei giullari (CAss 83; Fior 30), allora visti con diffidenza e spregio. Bisogna inoltre accennare la novità del saluto francescano «Il Signore vi dia pace» (CAss 101), della prima creativa rappresentazione del Natale al Greccio (VbF 85-86), del testo della sequenza, attribuita a Tommaso da Celano, Sanctitas nova signa, che fu inserita nel formulario della Messa in solennità di san Francesco, dove si legge: Sanctitatis nova signa/ Regulatis novi gregis/ Jura dantur novae legis / Novus ordo, nova vita/ Mundo surgit inaudita. (AF X, 402).

La radicalità evangelica del Santo non sfuggì all’attenzione dei cronisti e scrittori contemporanei, però sia con un’accoglienza positiva che diffidente. Infatti leggiamo un giudizio favorevole sulla sua novità nell’Annali di Normandia del 1259 (FF 2276-2277) e nella Historia occidentalis di Giacomo di Vitry (FF 2214-2215), a fronte della testimonianza della Cronaca di Monte Sereno (FF 2241), scritta prima del 1224, che diminuì e svalutò il significato di essa.

L’autore Michalczyk, conclude che in realtà non scoprì niente di nuovo, ma presentò la primordiale forza della vita cristiana che scaturisce dal Vangelo. San Francesco indicò la forma alternativa di vita, che ha la sua fonte nella sequela e conformità a Cristo, sempre attuale, nuova ed eternamente costituente un “uomo nuovo”.

di Emil Kumka OFMConv, docente di Francescanesimo
per “San Bonaventura informa“ (Settembre 2017)



Emil Kumka Novità San Francesco SBi Waclaw Michalczyk

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