II sera del Settenario di Natale 19 Dic 2021

Adonai, Signore di misericordia

Il cammino di avvicinamento al Natale è proseguito in Porziuncola con la celebrazione dei Primi Vespri della IV domenica di Avvento e l’accensione della quarta e ultima candela della corona: insieme con le prime 3, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza prima di Cristo e rappresenta il simbolo della luce profetica che via via veniva a illuminare la notte nell’attesa del Sole di giustizia, del Messia. Dopo averlo invocato come Sapienza nella prima sera del Settenario, p. Daniele Manco ci ha guidati nella tappa forse più importante del Primo Testamento, l’alleanza tra Dio e l’uomo che si realizza nella Legge.  La seconda Antifona maggiore recita infatti:
O Adonai,
e condottiero di Israele,
che sei apparso a Mosè tra le fiamme,
e sul Sinai gli donasti la legge:
redimici col tuo braccio potente.

Quando vede la miseria nella quale gli Israeliti sono costretti a vivere in Egitto e quando sente il loro grido, Dio ha compassione della loro condizione e decide di venire loro incontro. Sceglie di chiamare Mosè a essere suo strumento di liberazione, e così gli si rivela nel roveto e gli propone di condurre il suo popolo. Anche san Francesco vive un’esperienza simile proprio nel roveto: nel momento della tentazione, quando le spine delle incomprensioni con i fratelli sembrano avere la meglio, Dio si rivela e Francesco fa esperienza che quella sofferenza che sta attraversando non è fine a se stessa ma è seme di qualcosa di bello che Dio fa germogliare. 

Questa è la certezza che accompagna anche noi in questo tempo di Avvento: Dio non volge mai il suo sguardo benevolo lontano da noi, è sempre nell’atteggiamento dell’ascolto, pronto a venirci incontro per liberarci da ciò che ci rende schiavi. Il Signore intreccia la sua storia con quella del popolo d’Israele e, dopo averlo condotto fuori dall’Egitto, vuole donargli anche quegli argini necessari perché la libertà raggiunta non sia perduta ed è così che nella Legge indica il cammino sicuro da seguire per rimanere nell’alleanza con lui.

L’esperienza di Francesco è simile a quella degli Israeliti anche per questo aspetto. Entrando in Porziuncola, infatti, riceve anche lui un dono: il dono dell’indulgenza, il perdono di Assisi. Proprio la misericordia infinita che Gesù viene a rivelare con la sua nascita, passione, morte e resurrezione è la novità che Dio offre a noi per non farci perdere mai più l’alleanza con lui, perché possiamo finalmente riconoscerlo e invocarlo per sempre come l’unico Signore della nostra vita.



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