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Cronaca della giornata di apertura del Perdono di Assisi 02 Ago 2020

Beato chi abita la tua casa, sempre canta le tue lodi

La giornata di sabato 1° agosto apre tradizionalmente la grande solennità del Perdono della Porziuncola che quest’anno viene vissuta in una maniera così particolare ed insolita a causa delle restrizioni anti Covid-19. In Basilica, secondo le disposizioni delle autorità civili, possono essere presenti circa 350 persone in maniera ordinata e con le mascherine, poca cosa rispetto alle folle che pervadevano il santuario negli anni scorsi, ma anche queste limitazioni non ci hanno impedito di mantenere vivo, per quanto possibile, lo spirito di comunione e di fraternità che san Francesco ci ha consegnato: il Perdono va donato anche quest’anno, ci siamo ridetti più volte nelle settimane precedenti!

La possibilità di confessarsi non è stata limitata dalle restrizioni, per tutto il giorno infatti i frati e i volontari locali hanno accompagnato i fedeli nelle postazioni adibite a questo scopo, non in Basilica però, ma nel giardino e nel parcheggio interno del convento della Porziuncola, segno che la pandemia non può bloccare l’incontro sacramentale con la bontà di Dio perché la creatività cristiana supera ogni ostacolo.

Se all’esterno, nonostante il gran caldo, la fila per le confessioni scorreva regolare, all’interno, con qualche piccola difficoltà, si alternavano le celebrazioni, prima fra tutte la solenne celebrazione eucaristica di apertura del Perdono alle h. 11.00, presieduta dal ministro generale OFM p. Michael Perry. P. Michael si è soffermato a riflettere su come questa pandemia abbia segnato profondamente l’umanità e abbia mostrato le ferite di un creato troppo a lungo sfruttato senza criterio. Ecco, la festa del Perdono ci invita a chiedere misericordia per le ferite che abbiamo inferto, riscoprendo il nostro giusto posto nel mondo, accanto e non sopra alle altre creature. Scegliamo ciò che porta alla vita e non quello che porta alla morte!

Poco dopo le h. 13.00 la gente ha potuto, per un paio d’ore, attraversare senza fermarsi la piccola chiesa della Porziuncola, un modo certo limitato, ma efficace e concreto, di ripercorrere quei passi di san Francesco in questo luogo sacro.

Il primo pomeriggio ha visto gli amici pellegrini d’Abruzzo partecipare alla loro liturgia penitenziale nei locali del refettorietto del convento e poi prendere parte alla celebrazione eucaristica delle h. 15.30 in basilica. La loro presenza ci ha ricordato come sia grande e genuino il desiderio della gente di vivere il Perdono di Assisi.

Alle h. 19.00 i primi vespri della solennità sono stati presieduti da S.E. Mons. Domenico Sorrentino vescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino con la presenza delle autorità civili e militari e di numerosi fedeli. Il padre Vescovo ci ha ricordato come la pandemia ci abbia tolto la folla, ma non la festa e ci ha invitato a confessare con l’intensità del cuore quello che non possiamo vivere con l’espressione del corpo perché la comunione spirituale va oltre le distanze fisiche. Il vescovo, partendo dagli affreschi della sala della spogliazione, presso la curia di Assisi, ha sottolineato come il Perdono della Porziuncola sia sovrabbondanza di grazia che guarisce a fondo le ferite lasciate dal peccato per poter essere così uomini nuovi. L’indulgenza scende così su di noi, spogliandoci e sanandoci dal virus del peccato. Il vespro ha visto anche la consegna dell’incenso da parte del sindaco di Assisi, Stefania Proietti.

La giornata si è infine conclusa alle h. 21.30 con la veglia di preghiera presieduta da P. Matteo Siro OFMcap, ministro provinciale della provincia dell’Immacolata Concezione. P. Matteo ci ha mostrato che nell’architettura della Basilica e della Porziuncola vediamo quello che noi dobbiamo essere per il bene della Chiesa e dell’umanità. La grandezza della Basilica che contiene la piccolezza della Porziuncola ci dice l’infinto sguardo d’amore di Dio che ci avvolge: noi siamo piccoli, di pietra grezza di fronte a questa grandezza, ma tanto amati e circondati di così grande amore. Quel luogo piccolo è un posto dove Dio vuole abitare: Dio vuole abitare in noi, nella nostra piccolezza.

Maria era questa pietra grezza, una di noi, membro della Chiesa, levigata in maniera straordinaria dal Padre, e così possiamo essere noi: mistero di una piccolezza abitata dal suo amore. Chiediamo a Maria di pregare per noi presso il Padre perché questo luogo sia per noi una sorgente della misericordia di Dio dove poterci dissetare per essere cristiani autentici testimoni dell’esperienza di san Francesco.



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