SS. TRINITÀ SOLENNITÀ (bianco)
domenica, 27 maggio 2018
Due domande semplici, semplici… a cui Debora prova a rispondere 02 Mag 2018

Chi sono io? E Chi sei tu, Signore?

Chi sono io? E Chi sei tu, Signore? Due domande semplici semplici …(!!?)

Io me le sono trovate davanti all’età di 22 anni, insieme ai visi sorridenti e accoglienti delle sorelle clarisse nella cornice semplice e un po’ surreale del monastero di Borgo Valsugana, un luogo tratto dalle pieghe del tempo.

Ero arrivata lì grazie allo Spirito per il quale i miei parroci don Renato e don Francesco avevano volentieri accolto la proposta di una fraternità fra la gente (tra le prime di una lunga serie proposte ancor’oggi) di un dinamico frate francescano missionario, fra Valerio; lo stesso Spirito aveva quindi condotto fra Valerio proprio nel mio paesino, Prada, sull’Altipiano di Brentonico, nel basso Trentino.

Da tuttofare della comunità (catechista, capocoro, animatrice…), la spiritualità francescana mi ha mostrato un volto nuovo dell’essere cristiana, attraverso due frati allegri e senza niente, che trascorrevano il tempo pregando, cantando sulle note di una chitarra, accogliendo e lasciandosi accogliere da chiunque e affidandosi alla bontà della gente per imbandire la loro tavola.

Da lì, il passo verso il gruppo della GiFra di Rovereto è stato breve così come l’esperienza della marcia francescana che mi ha portato poi ad accogliere l’invito ai corsi vocazionali di Borgo.

Gli incontri hanno scandito un intero anno, dal settembre 1999 a giugno 2000, un fine settimana mensile, che attendevo, nella frenesia dei primi anni della mia professione di geometra, con un misto di entusiasmo e di timore.

Ad ogni appuntamento il ritrovarsi con le altre 6 compagne con le quali stava nascendo una bella amicizia, era per me un po’ come stare in campeggio: lunghe chiacchierate sotto le stelle, canti, scherzi (all’ordine del giorno serpenti o ragni di plastica sul letto) ma anche vivi momenti di preghiera, condivisione e silenzi bagnati da qualche lacrima, mano a mano che il cammino si faceva più profondo.

CHI SONO IO?

Si, i momenti di riflessione ci portavano a scavare a fondo, alla ricerca della radice di quell’entusiasmo e di quel timore uniti all’urgenza che tutte sentivamo nel voler trovare la nostra strada e, insieme ad essa, la nostra felicità.

Attraverso la storia di Mosè, le sue paure e i suoi limiti, ho incontrato forse per la prima volta, la vera Debora, iniziando a riconoscere e a chiamare per nome le mie paure ed i miei limiti.

In questo percorso ci hanno accompagnato le sorelle clarisse sr. Costanza e sr. Letizia con fra Marco che per me è divenuto piano piano, amico e padre, con le tante ore spese ad ascoltarmi ed il suo esserci nei momenti più difficili, testimone discreto e attento dell’amore premuroso di Dio.

Gli anni che sono seguiti, infatti, sono stati anni impegnativi, di alternanza tra momenti di crisi e veri e propri buchi neri nei quali mi rendevo conto che la strada che io avevo nella mia testa (e che pensavo fosse anche nella testa del Signore) non collimava per niente con tutto ciò che mi accadeva; in quel periodo, l’unica preghiera che mi saliva arida dal cuore era l’implorazione di Francesco al Crocefisso “Oh alto e glorioso Dio illumina le tenebre del cuore mio …”.

Allora?

Allora, a denti stretti, mi sono fidata … come Mosè … un po’ più in piccolo!

Ho detto il mio “CI STO” a quel Tu che per me aveva in serbo una missione tutta speciale: aver cura, essere dono e crescere insieme a coloro che Lui mi dona ogni giorno.

CHI SEI TU SIGNORE?

E’ una domanda aperta, un cammino aperto …

Alla sera, dopo una giornata di lavoro in ufficio e sui cantieri e dopo aver fatto le faccende domestiche, dopo aver messo a nanna i nostri due bambini e aver scambiato con mio marito due parole sul giorno appena trascorso e sul programma per quello seguente … insomma, dopo una giornata normale della mia missione speciale, mi piace concludere con la preghiera di S. Francesco, le Lodi di Dio Altissimo “… Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero …”.

I giorni di Borgo sono lontani nel tempo, ma vivi dentro la mia memoria ed il mio cuore: l’amore e la felicità che riempiono le mie giornate oggi, insieme alla fiducia e alla speranza che mi sostengono nei momenti difficili, sono figlie delle domande sorte fra le mura del monastero, dell’accompagnamento e della lunga ricerca che lì sono iniziati, della scelta che negli anni seguenti ha preso forma e della preghiera-incontro quotidiana e costante con Dio e con la Sua parola che lì ho imparato.

Nel mio piccolo ho sperimentato e sto ancora sperimentando che si arriva ad un traguardo solo se prima c’è stata una partenza, che fatica e crisi sono da mettere in conto per ogni cosa che valga, senza però pre-occuparsene troppo perché Dio benedice e rende saldo sempre ogni nostro passo verso la piena realizzazione del Suo amore per noi.

Questa e altre testimonianze di ragazze che hanno partecipato ai ritiri di San Damiano in Borgo Valsugana sul sito del Monastero.



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