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mercoledì, 21 agosto 2019
Incontro dei formandi della Provincia sul tema delle Missioni all’estero 23 Apr 2018

Condividere la gioia di essere fratelli e figli della bella Famiglia Francescana

Sabato mattina, 21 aprile alle 8.30, le Case di Formazione della Provincia si sono ritrovate a San Damiano per iniziare una delle giornate vissute insieme nell’arco dell’anno. In particolare erano presenti i postulanti da Monteluco, i novizi da San Damiano, i post-novizi di Farneto e gli studenti di Santa Maria degli Angeli, guidati dai rispettivi formatori: p. Giovanni, p. Pietro, p. Paolo e p. Gianpaolo.

Uno splendido sole primaverile ha accompagnato il loro pellegrinaggio verso Chiesa Nuova dove alle 9.30, introdotti all’ascolto dalla preghiera di San Francesco «Alto e Glorioso Dio», è iniziato il primo momento sulla tematica del giorno: «Le missioni e i missionari della provincia dei frati dell’Umbria».

P. Iuri Cavallero, attraverso un entusiasmante excursus storico in gran parte proposto durante l’Assemblea provinciale del 5 dicembre 2016, ha presentato le strade percorse dai fratelli missionari per annunciare il Vangelo. Ancora è emerso come la missio ad gentes, sempre animata dallo Spirito Santo, sia costitutiva la stessa vocazione francescana.

Tra le missioni descritte, quella in Congo ha visto impiegato p. Bruno Ottavi, già Ministro provinciale, che presente alla Giornata ha testimoniato ai formandi come ha avuto inizio nel suo cuore il desiderio per la missio ad gentes e cosa si porta dei 15 anni trascorsi in missione. Il suo cammino nella vita religiosa francescana ebbe inizio a trent’anni e in assenza di un esplicito orientamento missionario. Fu l’incontro a Farneto – appunto durante gli anni di formazione – con un frate missionario, p. Giacomo Bini, che testimoniò la propria esperienza missionaria vissuta in Africa in condivisione con i poveri e senza grandi mezzi, ad accendere in fra Bruno una prima scintilla della vocazione missionaria, verificata poi dalla Fraternità e confermata dall’esperienza in Africa. In seguito alla professione solenne, l’ordinazione diaconale e presbiterale, avvenuta nel 1991, p. Bruno prese parte alla missione della COMPI, perciò interprovinciale, in Congo Brazzaville. Vi rimase per oltre un decennio portando aiuto alla Chiesa locale, servendo la gente del posto e annunciando il Vangelo facendo conoscere la spiritualità francescana.

Dalla ricca esperienza di p. Bruno è emerso come la missione sia caratterizzata da «croci e risurrezioni»: “le fatiche non sono mancate come il caldo umido, la guerra civile che dal 1993 al 2002 ha coinvolto in particolare la capitale. Ma sono stato anche testimone di tanta bellezza come l’esperienza dell’evangelizzazione stando insieme alla gente, della vita fraterna, della preghiera e del lavoro”.

La presentazione delle altre missioni, che ci vedono impegnati qui e là nel mondo, si è conclusa con un invito alla fiducia e all’apertura tratto da uno scritto di p Giacinto Cinti il quale in un suo scritto insiste: “La scarsezza di personale certo è evidente. Ma risuona continuamente all’orecchio quanto ho udito negli Stati Uniti, dove le Province si sono viste aumentate in maniera inopinata, dopo aperta la porta alle missioni”.

Dopo un breve rinfresco, p. Rosario Gugliotta ha offerto ai giovani in formazione una visita al Santuario di Chiesa Nuova arricchita da aneddoti e tanti particolari, richiamando in particolare l’affascinante storia del Santuario, fin dal 1620 ad opera dei frati minori Osservanti, e mostrando la bellissima biblioteca antica dove sono conservati preziosi volumi, incunaboli, pergamene, lettere di fra Paoluccio Trinci e l’antica spezieria curata dai frati.

Alle ore 12.15 nella chiesa del santuario si è tenuta la celebrazione Eucaristica, presieduta da p. Claudio Durighetto Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, durante la quale un confratello – fra Filippo Iacolino – ha ricevuto il Ministero del Lettorato.

Durante l’omelia, p. Claudio ha esortatioa camminare sulla strada della Chiesa nascente affermando come “la Chiesa non ha altra vita se non quella che gli dona il suo Sposo e Signore, una vita animata dal suo Spirito. Come Gesù, anche Pietro percorre i villaggi come strumento dell’amore di Cristo, infatti «il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù» (Benedetto XVI, lettera per l’indizione dell’anno sacerdotale, 2009)”. P. Claudio ha sottolineato l’umiltà con cui Pietro ha compiuto “cose più grandi di lui: è Cristo che agisce nei sacramenti e nella sua Parola con potenza e autorità”. Ha poi messo in guardia dalla malattia che rischia di paralizzare anche i religiosi: il bisogno di affermare sé stessi, di essere riconosciuti e ricevere gli applausi … è la ferita del peccato originale; è la mancanza di fede che non ci fa bastare l’Amore di Dio. San Francesco continua a dirci che è possibile dire: «mio Dio e mio tutto»!

Nel pomeriggio è ripreso il tema delle missioni francescane attraverso altre due testimonianze dialogate con p. Marcello Fadda del TOR, che ha raccontato la propria esperienza missionaria in particolare attraverso l’esperienza di organizzatore delle GMG e il dialogo interreligioso e per la salvaguardia del creato, e p. Giorgio Diale, della nostra Provincia, che con entusiasmo ha permesso di conoscere la realtà di Nizza dove ancora oggi una nostra fraternità è impegnata in una parrocchia per svolgere un servizio di evangelizzazione.

Alle 19 i partecipanti alla Giornata si sono recati a Santa Maria degli Angeli per celebrare i Vespri con la comunità della Porziuncola. La serata si è conclusa con una cena nel Seminario di Santa Maria degli Angeli dove testimoniano di aver “condiviso con gioia l’essere fratelli e figli di una così grande e ammirevole Famiglia Francescana”.



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