GIOVEDÌ della XXV sett. del T.O. Feria (verde)
giovedì, 24 settembre 2020
Rito della Vestizione e accoglienza di 7 Novizi di Umbria, Portogallo e Stati Uniti 09 Set 2020

Disponibili ad essere terra nelle mani di Dio

Nella Provincia Serafica, l’8 settembre è da tanti anni ormai la data dedicata al Rito delle Vestizioni dell’abito francescano e all’inizio del Noviziato per i giovani che hanno già vissuto il primo periodo di discernimento, il Postulato, nel convento di Monteluco di Spoleto.

Alle ore 16, nella chiesa di San Damiano, si è così svolta la celebrazione, presieduta dal Ministro Provinciale, p. Francesco Piloni, in cui i giovani hanno iniziato quello che San Francesco chiamava “l’anno della prova”. A guidarli in questo cammino saranno il Maestro, p. Danilo Tremolada, e il suo vice, fra Alessandro Di Mare, insieme a tutta la comunità dei frati, che vivono in questo luogo così significativo per la vocazione del Poverello di Assisi.

Essi si prenderanno cura non solo dei 2 giovani della Provincia Serafica, ma anche di 4 ragazzi della Provincia americana dell’Immacolata Concezione e 1 giovane della Provincia portoghese, che vivranno a San Damiano il loro anno di Noviziato.

Nel commento alle letture del Rito, il Ministro ha esortato i novizi a vivere questo tempo per entrare sempre più in un’intimità profonda con Dio. San Francesco, proprio arrivando nella chiesa di San Damiano, incontra il crocefisso e ritrova la strada che ogni uomo cerca. In quel momento, eleva a Dio la preghiera “Alto e glorioso dio”, in cui chiede al Signore di donargli 5 virtù: la fede diritta, la speranza certa, la carità perfetta, l’umiltà profonda e la sapienza.

Questa è la “via della virtù” che, sulle orme di Cristo, apre l’accesso alla comunione con Dio:

  • Fede diritta: dalla certezza di essere figli amati di Dio, ci rende amici di Dio.
  • Speranza certa: il desiderio della vita feconda, che faccia frutti non per se stessi ma per i fratelli.
  • Carità perfetta: rivestiti di un amore più grande, ci rende disponibili ad amare tutti.
  • Umiltà profonda: disponibili ad essere terra nelle mani di Dio, ci lasciamo plasmare dalla sua grazia.
  • Sapienza: è quella del Crocefisso, che San Francesco amava “sfogliare” e “risfogliare” per immergersi nella Passione, morte e Risurrezione di Cristo.

Dopo l’omelia, il Rito è proseguito con la benedizione degli abiti, la vestizione, il bacio del Crocefisso di San Damiano e l’affidamento dei novizi al Maestro.

La Vergine Maria sostenga il cammino di questi fratelli perché possano giungere alla libertà dei figli di Dio, in una disponibilità piena alla sua volontà! 



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