mercoledì, 06 luglio 2022
Sesta serata della Novena dell’Immacolata Concezione 05 Dic 2020

Ester: avvocata di misericordia

La storia di Ester è al centro della riflessione che ci ha offerto p. Simone Farci nella riflessione della sesta serata della Novena dell’Immacolata Concezione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. (I - II - III - IV - V serata) Ester è una ragazza orfana che porta iscritta nella sua storia la sofferta realtà della diaspora giudaica.

Davanti alla minaccia del re Assuero di distruggere il popolo giudeo, si umilia davanti al Signore, digiuna e prega: «sono sola e non ho altro soccorso se non te» (Ester 4,17). Poi passa all’azione. Si fa bella e prende l’iniziativa di entrare nella sala del sovrano. Aveva il sorriso sulle labbra, ma tanta paura nel cuore e quando il re solleva gli occhi e la guarda, si sente mancare. La sorte di morte si capovolge allora in festa. Anzitutto per Ester, sulla quale si posa dolcemente lo scettro del re, e quindi per il suo popolo.

La figura di Ester appare simile a quella di Mosè. Ella comprende di essere lo strumento del Signore per salvare il suo popolo dall’eccidio e obbedisce. Ma prima di sfidare la legge umana si affida al braccio potente del Signore. Chiede a tutti i giudei di unirsi a lei nel digiuno e nella penitenza per tre giorni mentre il suo cuore si apre alla supplica verso il suo Dio: “Mio Signore, nostro re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e che non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla nascita, nel seno della mia famiglia che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni come tua eterna eredità. Ricordati, Signore, manifestati nel giorno del nostro dolore e dammi coraggio! Metti sulle mie labbra parole ben calibrate di fronte al leone e volgi il suo cuore all’odio verso chi ci combatte!”

Modello di fede in Dio e di amore per il suo popolo, Ester è disposta a donare la vita per esso e, grazie a questo suo amore pronto a sacrificarsi fino in fondo, la verità ha trionfato e il bene ha vinto il male in una situazione di prepotenza che sembrava inespugnabile.

Ester, etimologicamente significa stella. I Padri della Chiesa per descrivere la relazione tra Maria e la Chiesa parlano di Luna. La misericordia di Maria possiamo paragonarla alla Luna. Essa sorge all’improvviso e, con la sua luce serena, colora come fosse smalto, la terra e il cielo, delineando in maniera straordinaria l’orizzonte!  La storia senza Maria sarebbe come una notte senza luna.

La speranza che cosa è se non questa diafana luce? È la certezza interiore che al fondo del buio, di cui facciamo esperienza, è nascosta una luce. Saper restare in quel buio, significa lasciare che quella luce mano a mano crei la penombra necessaria per poter attraversare il buio stesso.

P. Simone ha concluso la sua meditazione con la più antica preghiera alla Vergine, “Sub tuum praesidium, un’invocazione collettiva risalente agli ultimi decenni del III sec., partorita in Egitto: Sotto la tua misericordia, ci rifugiamo genitrice di Dio. Le nostre suppliche tu non le respingere nella necessità, ma nel pericolo libera noi: sola casta, sola benedetta.



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