DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE SOLENNITÀ CON OTTAVA (bianco)
domenica, 21 aprile 2019
Alla scuola dei Fioretti di San Francesco 16 Apr 2019

Francesco, Bernardo e l'obbedienza reciproca

Come per mala cogitazione che santo Francesco ebbe contro a frate Bernardo,
comandò al detto frate Bernardo che tre volte gli andasse co’ piedi in sulla gola e in sulla bocca.

Il devotissimo servo del Crocifisso messer santo Francesco, per l’asprezza della penitenza e continuo piagnere, era diventato quasi cieco e poco vedea. Una volta tra l’altre si partì del luogo dov’egli era e andò a un luogo dov’era frate Bernardo, per parlare con lui delle cose divine; e giugnendo al luogo, trovò ch’egli era nella selva in orazione tutto elevato e congiunto con Dio. Allora santo Francesco andò nella selva e chiamollo: «Vieni – disse – e parla a questo cieco». E frate Bernardo non gli rispuose niente, imperò che essendo uomo di grande contemplazione avea la mente sospesa e levata a Dio; e però ch’egli avea singolare grazia in parlare di Dio, siccome santo Francesco più volte avea provato, e pertanto desiderava di parlare con lui. Fatto alcuno intervallo, sì lo chiamò la seconda e la terza volta in quello medesimo modo; e nessuna volta frate Bernardo l’udì, e però non gli rispuose, né andò a lui. Di chi santo Francesco si partì un poco isconsolato e maravigliandosi e rammaricandosi in se medesimo, che frate Bernardo, chiamato tre volte, non era andato a lui.

Partendosi con questo pensiero, santo Francesco, quando fu un poco dilungato, disse al suo compagno: «Aspettami qui»; ed egli se ne andò ivi presso in uno luogo solitario, e gittossi in orazione, pregando Iddio che gli rivelasse il perché frate Bernardo non gli rispuose. E stando così, gli venne una voce da Dio che disse così: «O povero omicciuolo, di che se’ tu turbato? Debbe l’uomo lasciare Iddio per la creatura? Frate Bernardo, quando tu lo chiamavi, era congiunto meco; e però non potea venire a te, né risponderti. Adunque non ti maravigliare se non ti poté rispondere, però ch’egli era sì fuori di sé, che delle tue parole non udiva nulla». Avendo santo Francesco questa risposta da Dio, immantanente con grande fretta ritornò inverso frate Bernardo, per accusarglisi umilemente del pensiero ch’egli avea avuto inverso di lui.

E veggendolo venire inverso di sé, frate Bernardo gli si fece incontro e gittoglisi a’ piedi; e allora santo Francesco il fece levare suso e narrogli con grande umiltà il pensiero e la turbazione ch’avea avuto inverso di lui, e come di ciò Iddio gli avea risposto. Onde conchiuse così: «Io ti comando per santa obbidienza, che tu faccia ciò ch’io ti comanderò». Temendo frate Bernardo che santo Francesco non gli comandasse qualche cosa eccessiva, come solea fare, volle onestamente ischifare (schivare) quella obbidienza; ond’egli rispuose così: «Io sono apparecchiato di fare la vostra obbidienza, se voi mi promettete di fare quello ch’io comanderò a voi». E promettendoglielo santo Francesco, frate Bernardo disse: «Or dite, padre, quello che voi volete ch’io faccia». Allora disse santo Francesco: «Io ti comando per santa obbidienza che, per punire la mia prosunzione e l’ardire del mio cuore, ora ch’io mi gitterò in terra supino, mi ponga l’uno piede in sulla gola e l’altro in sulla bocca, e così mi passi tre volte e dall’uno lato all’altro, dicendomi vergogna e vitupero; e specialmente mi di’: Giaci, villano figliuolo di Pietro Bernardoni, onde ti viene tanta superbia, che se’ vilissima creatura?».

Udendo questo frate Bernardo, e benché molto gli fusse duro a farlo, pure per la obbidienza santa, quanto poté il più cortesemente, adempié quello che santo Francesco gli avea comandato. E fatto cotesto, disse santo Francesco: «Ora comanda tu a me ciò che tu vuoi ch’io ti faccia, però ch’io t’ho promesso obbidienza». Disse frate Bernardo: «Io ti comando per santa obbidienza ch’ogni volta che noi siamo insieme, tu mi riprenda e corregga de’ miei difetti aspramente». Di che santo Francesco forte si maravigliò, però che frate Bernardo era di tanta santità, ch’egli l’avea in grande riverenza e non lo riputava riprensibile di cosa veruna. E però d’allora innanzi santo Francesco si guardava di stare molto con lui, per la detta obbidienza, acciò che non gli venisse detto alcuna parola di correzione verso di lui, il qual egli conoscea di tanta santità; ma quando avea voglia di vederlo ovvero di udirlo parlare di Dio, il più tosto che poteva si spacciava da lui e partivasi. Ed era una grandissima divozione a vedere con quanta carità, riverenza e umiltà santo Francesco padre si usava e parlava con frate Bernardo figliuolo primogenito. A laude e gloria di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.     



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