MERCOLEDÌ della XIV sett. del T.O. S. ANTONINO FANTOSATI, Ss. GREGORIO GRASSI e COMPAGNI, martiri I e III O. – FESTA (rosso)
mercoledì, 08 luglio 2020
Riflessione sul libro di Giona 27 Mag 2020

Giona nella Balena

Uno dei personaggi più simpatici nella Bibbia è il profeta Giona, famoso soprattutto per i tre giorni e le tre notti passate nel ventre della balena. La sua storia, però, è più lunga e importante e si trova nel libro chiamato di Giona. Il Libro di Giona è tra i libri profetici perché il suo protagonista è un profeta, ma in realtà non vi si trovano oracoli o profezie. È piuttosto un libro didattico che vuol comunicare un insegnamento ai suoi lettori.

Il libro si concentra sul ruolo del profeta e su cosa significhi annunciare la parola di Dio. È un libro che svela il legame profondo che esiste tra la missione e il cuore di Dio. Noi siamo in missione perché Dio ha un desiderio sconfinato di raggiungere tutti gli uomini e comunicargli il suo amore. Il libro è proprio una riflessione sul senso della missione.

Un giorno Dio si rivolge a Giona e gli dice di andare a Ninive a predicare la conversione dai loro peccati. Ninive era nell’antichità la città simbolo della malvagità. La reazione di Giona è inizialmente sorprendente. Disobbedisce a Dio e se ne va nella direzione opposta imbarcandosi su una nave. C’è una tempesta, si scopre che la colpa è di Giona e viene gettato in mare. In breve, si ritrova nel ventre di un grosso pesce per tre giorni.

Dopo tre giorni, il ventre rigetta Giona sulla spiaggia e lui si trova al punto di partenza quando Dio gli dice: “Alzati, va’ a Ninive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico” (Gn 3,2). Questa volta Giona obbedisce: che altro poteva fare? Va a Ninive e annuncia la conversione: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta” (Gn 3,4).

La reazione di Ninive è immediata. Tutti sono presi dallo sgomento e iniziano a fare digiuno e penitenza, grandi e piccoli. Persino il re si pente del suo male e si copre di sacco. La conclusione è che Dio vede il pentimento di Ninive e rinuncia al castigo che aveva minacciato. La missione di Giona ha avuto successo.

Alla fine, scopriamo perché Giona non voleva andare. Lui non amava la gente di Ninive, erano malvagi. Giona sapeva che se si fossero pentiti, Dio li avrebbe perdonati, e questo non gli andava giù: “Per questo motivo mi affrettai a fuggire; perché so che tu sei un Dio misericordioso” (Gn 4,2). La misericordia di Dio era molto più grande di quella di Giona.

La figura di Giona è piena di ironia e di una vena polemica contro chi vedeva gli stranieri come fonte di ogni male e di ogni malvagità. Al contrario, il libro propone la figura di un Dio universale che ha a cuore il bene di tutti, anche di Ninive. 

Al di là dell’aspetto polemico, il libro di Giona ci svela il senso profondo della missione. La missione porta ovunque la misericordia e il perdono di Dio. La missione usa strumenti piccoli e modesti, ma offre doni grandi. La missione nasce dal desiderio grande di Dio che il suo amore raggiunga tutti. La missione rivela il cuore amante di Dio.



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