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Da Nazareth, per tutto il mese di Maggio 20 Mag 2017

Giorno per giorno con la Vergine Maria

Carissimi fratelli e sorelle benvenuti a Nazareth!

Avvicinatevi senza timore alla casa della Beata Vergine Maria, siete attesi come figli carissimi!

Qui troverete il luogo che cercate per il ristoro delle vostre anime; qui ascolterete la parola che può rigenerare e dare ossigeno alla vostra vita.

Il luogo ci invita ad entrare, il tempo liturgico della Pasqua, preparazione alla Pentecoste, ci insegna a raccoglierci attorno a Maria per attendere, come fece lei qui per prima a Nazareth, il dono dello Spirito, che ancora una volta a Pentecoste scenderà su di Lei e per estensione, come ebbe a dire un giorno San Giovanni Paolo, sugli Apostoli e su tutti i suoi figli riuniti in preghiera.

Il Vangelo non vuole che ci sfugga nessun particolare: ci rivela che l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio, qui, in una città della Galilea, chiamata Nazareth ad una Vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria! Che abbondanza di nomi propri!

Il nome proprio dell’Angelo, Gabriele, e di colui che l’ha mandato: Dio stesso! Il nome della città, della regione, dello sposo, di cui si ricorda anche la famiglia di appartenenza, Davide, e della Vergine: Maria!

L’evangelista Luca vuol farci comprendere che l’invito non può essere più personale di così, più circostanziato di così: Dio ha qualcosa da dire proprio a me, a te, a ciascuno di noi e viene a dircelo nel Paese in cui siamo, nella città in cui abitiamo, nella situazione famigliare, bella o brutta che sia, in cui ci troviamo, entra nella nostra casa perché ha qualcosa di personale da dirci.

Approfittiamo di questo tempo liturgico, di questo mese mariano per eccellenza, per rientrare in noi stessi, almeno pochi minuti al giorno, perché Dio ha qualcosa da dirci, qualcosa che non può dire ad altri che a me. Non lasciamo che la parola di Dio rimanga inascoltata, che la lettera ritorni sigillata al mittente!

Questo è il suo primo messaggio: riappropriati del tuo nome e chiama con il loro nome I tuoi famigliari, abita la tua casa, non è un albergo è un focolare, custodisci la tua città, collabora alla costruzione del tuo paese!

Dio non ha bisogno di fare il deserto attorno a te per parlarti, al contrario vuole che tu esca dal tuo isolamento, dal mondo comodo che ti sei costruito attorno e apra gli occhi su tutto ciò che Dio sta guardando: il tuo Paese, la tua città, la tua famiglia, tu stesso!

Guarda tutto con gli occhi di Dio e impara a chiamare le cose con il loro nome!

È il primo compito che Dio diede all’uomo, ad Adamo. Ricominciamo da qui.

Trovi tutti i video sul sito Christian Media Center.



Nazareth Vergine Maria

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