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Il Dono, l’accoglienza e l’impegno 07 Gen 2018

Grazie, Chiara!

Nei mesi appena trascorsi, quelli di fine d’anno, siamo provocati alla riflessione dall’aspetto stesso della natura che silenziosa riposa dopo aver dato frutto. La domenica del ringraziamento e il “te Deum laudamus” sono atteggiamenti ai quali la Chiesa invita i suoi figli nel benedire Dio perché Egli ci ha benedetti. Ancora una volta poniamo S. Chiara al cuore del nostro ricordo: la ricchezza della sua vita interiore e la dedizione vissuta nelle relazioni fraterne, sono realtà nelle quali ella si restituisce in modo totale e grato al Padre delle misericordie. Questi sentimenti hanno illuminato il nostro itinerario e ci recano l’invito a guardare assieme a Chiara sempre oltre, alla sorgente della luce, per conoscere ciò che Dio ci ha donato oggi. Nel Testamento, Chiara esprime la coscienza e il riconoscimento di ciò che il Signore ha operato gratuitamente. In esso Chiara sottolinea la piena accoglienza del dono e l’impegno responsoriale assunto da lei e dalle sorelle. Alla luce di questi sentimenti, ascoltiamo le parole di Chiara, figlia del Padre e pianticella di S. Francesco.

IL GRAZIE DI CHIARA

Tra gli altri doni, che abbiamo ricevuto ed ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie, per i quali dobbiamo maggiormente rendere grazie allo stesso glorioso Padre, c’è quello della nostra vocazione. E quanto più è grande e perfetta, tanto più siamo a lui obbligate.

Nel ringraziare, Chiara contempla il Padre delle misericordie come il datore dei doni, tra i quali eccelle la vocazione. In essa è Lui che si manifesta e attrae a sé, per questo la vocazione è grande e perfetta, sgorga infatti dalla sua libertà divina. Alla luce della misericordiosa bontà del Padre, Chiara considera gli immensi doni da Lui elargiti, ed ecco che nel ringraziamento coinvolge Francesco nel suo ruolo singolare: Dobbiamo, quindi considerare sorelle dilette, gli immensi doni di Dio a noi elargiti, ma tra gli altri, quelli che Dio si è degnato di operare in noi per mezzo del suo servo diletto, il beato Francesco nostro padre. È la caratteristica del grazie di Chiara: il suo termine varca la soglia del cielo, perché sa cogliere per mezzo di chi la Presenza del Signore si manifesta, come opera e in quali situazioni: Non solo dopo la nostra conversione, ma anche quando eravamo nella misera vanità del mondo. Riconoscere la gratuità divina riempie di letizia il cuore di Chiara e in questa gioia coinvolge l’intera comunità, essa stessa parte del suo dono!

GRAZIE CON CHIARA

La consapevolezza della piena gratuità dell’agire di Dio, per Chiara è anche la garanzia del diffondersi della sua grazia: “Possiamo dunque considerare la copiosa benevolenza di Dio verso di noi: per la sua sovrabbondante misericordia e carità, per mezzo del suo santo si è degnato di parlare così della nostra vocazione ed elezione. E non solo di noi il beatissimo nostro padre profetizzò queste cose, ma anche delle altre che sarebbero venute nella santa vocazione, nella quale il Signore ci chiamò.”

Il noi già sottolineato, non si arresta a quella fraternità ma irrompe in luoghi e tempi diversi, là dove l’oggi di Dio interpella altre giovani perché accolgano il carisma vissuto da Chiara. Con lei la nostra fraternità, ad una sola voce ringrazia il Padre ascoltando ogni settimana il “Testamento”, in un abbraccio coinvolgente: dobbiamo rendere grazie per la sua provvidenza che ci sorprende con l’arrivo puntuale delle uova, dei fiori, della farina, della frutta di stagione, … e la gratitudine arriva al Signore! Ancora grazie per coloro che ci sono donati come sorelle e fratelli nella via del Signore, per gli avvenimenti, le circostanze, per ogni gesto scambievole che ci ha manifestato la sua Presenza; Chiara sottolinea: “Tra gli altri doni… per i quali dobbiamo maggiormente rendere grazie, c’è quello della nostra vocazione”. È il dono che ci da la chiave di lettura per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. “L’intera vita di Chiara era un’eucaristia”, ha detto di lei il nostro Papa. Anche noi siamo chiamate ad essere quella totale restituzione d’amore al cuore di Dio, Cristo Gesù che il sé ricapitola tutte le cose. Questo agire silenzioso e fedele raggiunge ogni realtà umana, perché la nostra vocazione ci è data gratuitamente secondo i suoi benevoli disegni ma, ultimamente, non ci appartiene, come riconosce l’apostolo Paolo: “tutto è vostro ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”.

GRAZIE A CHIARA

Accogliere la grazia nella quale viviamo ci interpella allo stesso modo della prima comunità damianita: “Con quanta sollecitudine e con quanta applicazione di mente e di corpo dobbiamo dunque custodire i comandamenti di Dio e del nostro padre per restituire con la cooperazione del Signore il talento moltiplicato! Il Signore stesso ci collocò come forma, in esempio e specchio non solo per gli altri uomini ma anche per le nostre sorelle affinché esse pure siano esempio e specchio a quanti vivono nel mondo”.

Il nostro grazie arriva quindi a Chiara che ha accolto e custodito il carisma. In lei troviamo una Madre che educa il nostro spirito sulla via del Signore, lo specchio nel quale riconoscere sempre più la nostra identità di sorelle povere, la sorella maggiore che tiene per mano le sorelle più piccole nella via della beatitudine dove letizia e fatica sono di casa. Il simbolo di questo suo accompagnarci è stato vivo nei giorni della presenza della reliquia ed è continuato in modo significativo nel vari momenti di riunione fraterna dove l’icona di Chiara “in santa unità e altissima povertà” con le sue sorelle, ci ha sempre ricordato come “Avendoci Egli scelte per un compito tanto elevato, quale è questo, che in noi si possano specchiare tutte coloro che chiama ad essere esempio e specchio degli altri, siamo estremamente tenute a benedire e a lodare il Signore, ed a crescere ogni giorno più nel bene. Attraverso una fatica di brevissima durata, ci guadagneremo il pallio della beatitudine eterna. S. Chiara spalanchi i nostri cuori alla beatitudine evangelica che fa della gratitudine uno stile di vita!

Fonte: sito delle Clarisse di Borgo Valsugana



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