VENERDÌ della I sett. di Quaresima Feria (viola)
venerdì, 26 febbraio 2021
Omelia Ministro provinciale, esequie di fr Igino Gagliardoni 13 Feb 2021

Grazie, Signore per la Vita, per la Fede e per la vocazione francescana e sacerdotale

“Non ti disgusti perciò il nome della morte; ti allietino, invece, i benefici di un transito felice. In realtà che cos’è la morte se non la sepoltura dei vizi e la risurrezione delle virtù?”; sono parole S. Ambrogio che scrive “Sul bene della morte”. Il nostro caro Igino ha compiuto il suo passaggio al Padre delle misericordie sazio di giorni, felice di essere ciò che è stato.

P. Igino amava ricordare e consegnarci nei nostri incontri fraterni i suoi inizi vocazionali francescani: “Sono entrato con entusiasmo in Convento dei frati minori a 10 anni con il desiderio della predicazione. Dicevo infatti ai miei compagni del paese: Voglio andare a farmi frate per andare a predicare…e si domanda: come mai così piccolo, avevo deciso del mio futuro? Sono gli scherzi di Dio!”. 

            Il Vangelo ascoltato sembra confermare l’ispirazione che il nostro fratello ha avuto ancora bambino, non solo; vengono narrati in pochi versetti alcuni aspetti che ci aiutano a comprendere la preziosità della predicazione, dell’evangelizzazione che ha conquistato il cuore di p. Igino. 

Gesù è spesso in movimento, in cammino, la Parola non è incatenata e dove arriva affascina: vi era molta folla. L’annuncio del Vangelo chiede competenza e passione e quando questi due ingredienti accadono, si vedono miracoli, si vede il cielo in terra. Il fine dell’evangelizzazione è condurre a Gesù, all’incontro con la sua persona, al dialogo con Lui. Il dono della fede viene da Dio ma lo riceviamo grazie ad altri fratelli e sorelle che lo hanno incontrato, che sono vicini al Signore e lo testimoniano, certi che il Vangelo è capace di ridare pienezza al vivere umano; il Vangelo è un grande esorcismo contro le menzogne del serpente che confonde, inganna, ruba la Parola e seduce per farci come lui: esseri striscianti, gonfi e soli, sordi e muti nelle relazioni e nella vita. 

            Gesù prende in disparte il sordomuto. C’è una attenzione per ciascuno, di ogni persona ha cura Dio; parla alla folla ma l’incontro è personale. Quanta Misericordia ha donato p. Igino nel servire la Parola, nel vedere come il Vangelo annunciato apre la coscienza, getta luce sui vizi e accende le virtù, suscita desideri di conversione e di ritorno a Dio. Amici è così: o ci innamoriamo della verità o fare faremo l’amore con ogni vizio. Dove arriva la Parola e la Misericordia di Dio la vita si apre!

            Gesù, come spesso accade nei Vangeli, ha un contatto diretto con le persone: c’è un tocco delle orecchie e della bocca, poi un sospiro ricco di preghiera, di intercessione, di supplica al Padre per noi; poi ecco arrivare la parola decisa, forte efficace: Effatà! Apriti! Quanta bellezza in questi gesti “sacramentali”, in questi movimenti liturgici, quanta ampiezza di cuore da parte di Dio che ci vede sedotti dal serpente, come storditi e basiti per tanta stoltezza e, per questo, continua a mandarci evangelizzatori. Quanta gioia c’era nel cuore di p. Iginio quando ha scoperto che la vita donata al Signore nella via di Francesco di Assisi, confermava l’ispirazione iniziale. È proprio vero: il Signore ha fatto bene ogni cosa!

            Un giovane frate che è stato con p. Igino a Umbertide mi scriveva, con gratitudine, il ricordo della cura paterna ricevuta da lui come Guardiano e di tante persone che, a Umbertide e a Gubbio, a S. Ubaldo, hanno beneficiato della sua predicazione; così il Frate lo ricorda: “Uomo testardo e colto, sapeva arrivare al cuore della gente con tanta semplicità. Tenace lo era fin fa giovane: per imparare a suonare l’organo si era disegnato una tastiera di cartone e con quella faceva esercizi”. Davvero l’amore è la radice della missione e il sacrificio il frutto della missione. 

            Nel ricordino del 50° di Sacerdozio, così p. Igino scriveva: “Grazie, Signore per la Vita, per la Fede e per la vocazione francescana e sacerdotale. Ti ringrazio per le tante opportunità di apostolato nella Chiesa. Perdona i momenti negativi della mia vita. Benedici quanti con l’amicizia e con la preghiera mi hanno sostenuto nel lungo cammino della vita. Grazie Signore!”. Và in pace fratello nostro e prega con noi perché il Padre buono e generoso continui a seminare ispirazioni sante nei giovani e che questi abbiano la libertà di ascoltarle e seguirle avendo il coraggio di osare la libertà.

fr Francesco Piloni, Ministro provinciale



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