Conferenza stampa di fine anno della Caritas di Terni-Narni-Amelia 11 Gen 2022

Il 2021: una speranza da alimentare

In un contesto sociale locale che evidenzia il perdurare di una crisi profonda sanitaria, sociale ed economica della pandemia del Covid 19, la Caritas di Terni-Narni-Amelia e l’associazione di volontariato San Martino operano attraverso vari servizi per sostenere in maniera efficace persone e famiglie, in un percorso che mira ad evitare la cronicizzazione del disagio e conseguentemente una grave situazione di emarginazione sociale.

Nel particolare contesto attuale si evidenziano, grazie alla capillare presenza sul territorio di parrocchie e centri di ascolto, situazioni più critiche, l’emergere di povertà nascoste che vengono spesso taciute alla comunità, tantissime nuove povertà determinate soprattutto dalla crisi economica e occupazionale. Nel 2021 le persone che si sono rivolte alla Caritas e di conseguenza all’associazione di volontariato San Martino sono state 4.193, 120 in più rispetto al 2020 (3%).

Un anno di speranza per il direttore della Caritas
«Il 2021 potrebbe essere definito l’anno della speranza da alimentare – evidenzia il direttore della Caritas padre Stefano Tondelli – in cui si sono manifestate criticità nuove, ma anche una ripresa da parte di persone che hanno superato con il nostro aiuto la fase emergenziale. Il centro della nostra Caritas è lì dove tante persone semplici e umili, assieme ai loro parroci, sono ogni giorno in trincea per dare ascolto, tendere una mano e farsi carico delle sofferenze del prossimo. Sparsi su tutto il territorio diocesano, come piccole sentinelle della carità, spesso nel silenzio e nella semplicità, le parrocchie assistono più di 2000 nuclei famigliari. La ricchezza vera della nostra Caritas diocesana sono le centinaia di volontari che anche in quest’anno hanno continuato a spendersi: tempo, denaro, energie, salute per i più bisognosi. Il volontario Caritas è colui che non può rimanere indifferente ma che si sente interpellato dal dolore e dal bisogno dell’altro, che riconosce come proprio fratello». 

La riflessione del vescovo Piemontese:
“La pandemia ha moltiplicato le nostre energie e anche le nostre attività nel campo della Carità, oltre che in tutti gli altri campi soprattutto attraverso contatti, comunicazioni, nel mettere in atto iniziative di carità e di solidarietà. Il terreno della carità non ha bisogno di riposo, ma più viene coltivato e più produce frutti. Così è stato per noi. Un grazie grandissimo a tutti i volontari della Caritas dell’associazione San Martino, e a tutti coloro tanti altri di associazioni cattoliche che si sono dati da fare per alleviare le sofferenze e le difficoltà che hanno toccato tantissime persone. Oggi però è necessario anche superare la fase dell’emergenza ed avere una visione diversa che educhi all’umanità, che si sta prendendo, che educhi alla solidarietà e all’autonomia. Educare alla dignità quelle persone che hanno raggiunto una condizione diversa di dignità di sussistenza sociale e materiale. Inoltre è necessario allargare la cura delle diverse povertà, anche povertà sociale e culturale che è in crescita nelle nostre comunità. Ci sono dei meccanismi che nella società di stanno sviluppando fatti di sussidi e bonus. In questa fase è necessario che avvenga ciò perché la situazione della pandemia è veramente complicata, ma non può essere questa la soluzione perché spinge alla pigrizia e ad accontentarsi di quello che si riceve, e si smetta di crescere e affrontare le sfide della vita. Svegliare le forze sane che sono presenti nel cuore dei giovani per la crescita spirituale, umana e anche economico questa è la sfida altrimenti dovremmo allargare la mensa perché le persone aumenteranno sempre di più anche senza reale necessità e bisogno».

I DATI DELLE ATTIVITA 2021 – UN BICCHIERE MEZZO PIENO (O MEZZO VUOTO)
Rispetto alla pre-pandemia c’è ancora una situazione di emergenza con gli assistiti più che raddoppiati (da 88 del prepandemia al 202 del 2021). Ma rispetto al 2020 meno della metà delle persone che si erano rivolte alla Caritas durante l’emergenza più dura durante il lockdown, ossia 302 casi, in questo periodo di vaccinazioni e di ripartenza sono uscite dalla situazione emergenziale (-100 nuclei).

«La buona notizia e che circa il 40% dei nuclei che nel 2020 si erano rivolti alla Caritas sono riusciti ad uscire dall’emergenza – spiega padre Stefano Tondelli -. La cattiva notizia invece che circa il 60% delle persone che si sono rivolte alla Caritas durante l’emergenza del 2020, hanno continuato ad essere in difficoltà anche nel 2021.Nel periodo dell’emergenza si sono rivolte alla Caritas e all’emporio categorie che non si erano mai affacciate prima e che sono tornate a sparire nel 2021. Ecco spiegati i numeri. Alcune categorie si sono rivolte alla Caritas proprio nel momento più difficile, in prevalenza famiglie numerose con diversi minori, sia italiane che straniere, persone che non hanno potuto più svolgere la loro attività lavorative: ora alcune di quelle categorie ce l’hanno fatta a riprendersi, mentre molti altri non ancora. Siamo ancora ben lontani dalla normalità.

Il “bicchiere mezzo vuoto”: rispetto alla pre-pandemia siamo ancora in emergenza con i nuclei famigliari assistiti più che raddoppiati (da 88 del pre-pandemia ai 202 del 2021). Significa che non siamo ancora fuori dalla crisi, che certe situazioni che nel 2020 erano emergenziali stanno continuando a venire, si stanno cronicizzando, e che queste situazioni sono tante, troppe».

Il “bicchiere mezzo pieno”: i dati ci dicono però anche una seconda cosa, ci danno anche una buona notizia. Circa il 40% delle persone che nel 2020 si erano rivolte all’Emporio, quest’anno non sono più venute. 100 nuclei in meno si sono rivolti all’Emporio quest’anno: nel 2021 abbiamo assistito 202 nuclei. Ci sono categorie che sono apparse a chiedere aiuto alla Caritas nel 2020 e precedentemente non erano mai venute; alcune di queste categorie nel 2021 non si sono ripresentate, segno che la crisi li aveva colti alla sprovvista ma che col tempo e con le parziali riaperture sono riusciti a riprendersi. Una buona percentuale di nuclei, con la ripresa delle attività lavorative e degli spostamenti a seguito della campagna di vaccinazione, sono riuscite a ritrovare una loro autonomia».

Mensa San Valentino: Nel 2021 sono stati 25.500 i pasti consumati ai tavoli e consegnati. In occasione delle feste natalizie sono stati distribuiti 50 cesti natalizi, 50 confezioni per l’igiene e mascherine, 98 confezioni di dolciumi. La mensa è aperta tutti i giorni, compresa la domenica e il pasto in presenza oggi viene servito il pomeriggio dalle 16:30 alle 17:30; la mattina è aperta alle 8:30 per la colazione anche da asporto, alle 12 si può ritirare un sacchetto viveri con un pasto completo. L’aspetto più rilevante è che la mensa, in questi anni per molti è divenuta una famiglia, proprio perché non è solo un luogo dove consumare un pasto, ma dove famigliarizzare: ci si siede vicino, si dà un sorriso e si dialoga.

L’ingresso in sala di una persona alla volta fino al numero di 10 presenti a turno. L’accesso è consentito previo controllo temperatura con termometro laser, sia dei volontari che dei commensali, qualora la temperatura dovesse superare 37,5°, si consegnerà il sacchetto con il cibo da consumare nella propria abitazione e si inviteranno le persone a contattare il proprio medico di base. Gli ambienti e la cucina vengono igienizzati costantemente e continuativamente l’acqua viene data in bottiglia singola dose, le posate monouso, raccolta differenziata dei guanti e mascherine, ricambi d’aria (non forzata). Attualmente le persone che ogni sera usufruiscono della mensa sono 50.

LEmporio della Solidarietà: Nel 2020 l’anno dell’emergenza e del lockdown, sono stati seguiti 302 nuclei familiari (+ 214 rispetto al pre-pandemia). Nel 2021: l’anno dei vaccini e delle graduali e parziali riaperture 202 nuclei seguiti (+ 114 rispetto al pre-pandemia, ma – 100 rispetto al 2020, l’anno più duro). Sono stati distribuiti 24.706 pezzi di prodotti alimentari tramite il servizio dell’emporio della Solidarietà a Terni e in quello di Amelia, gestito dalla Parrocchia San Francesco. E’ aumentata la qualità dei prodotti con il fresco, olio d’oliva, affettati e formaggi che prima non venivano distribuiti dando prevalenza a cibi a lunga conservazione.

Le persone per accedere devono essere segnalate dal Parroco o presbitero e/o coordinatore parrocchiale o Associazione che in parrocchia gestisce la carità. I nuclei o i singoli segnalati sono chiamati dagli operatori dell’Emporio, possono accedere uno alla volta e solo su appuntamento, previo controllo temperatura con termometro laser, uso della mascherina, lavaggio mani e uso di guanti. Possono prelevare gli alimenti per un importo massimo di € 50,00 ogni 15 giorni che corrispondono a 1000 punti/cuori mentre un singolo 500 punti/cuori che corrispondono a 25,00 ogni 15 giorni.

I servizi della Caritas – associazione San Martino nel 2021
«Tutte le opere di carità – ha detto il presidente dell’associazione San Martino Francesco Venturini – si sono realizzate con la costante presenza di padre Giuseppe Piemontese che in questi anni ci ha conosciuti, ci ha apprezzato e sempre sostenuto con la preghiera, la presenza, suggerendo modalità e proponendo iniziative per aiutare chi ha bisogno di aiuto. Le opere sono segni-semi coltivati in questi anni che faremo in modo che diventino alberi che portano sempre più frutti. Ne semineremo di nuovi che aiuteranno le persone in difficoltà, gli invisibili, le vittime di violenza e tutti quelli che vorranno crescere con la nostra Chiesa diocesana».  

fonte: diocesi.terni.it



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