GIOVEDI della XXX sett. del T.O. Feria (verde)
giovedì, 29 ottobre 2020
Celebrazione del Transito di san Francesco alla Porziuncola 04 Ott 2020

Il Testamento di san Francesco è essere fratelli di tutti

Il 3 ottobre, giorno del Transito di San Francesco, la festa è stata introdotta già al mattino con il messaggio e la benedizione che il Ministro Provinciale, p. Francesco Piloni, ha voluto far giungere a tutti i fedeli e all’Italia in particolare. La consegna della Rosa d’Argento alla sig.ra Angela Polselli nell’antico Refettorietto del Convento Porziuncola e la solenne celebrazione Eucaristica delle 11.00 sono stati gli eventi principali della prima parte della giornata, che ha visto un buon numero di pellegrini accorrere per omaggiare il Poverello di Assisi nonostante la pioggia.

La clemenza del tempo meteorologico ha permesso nel pomeriggio, grazie anche ai 2 maxischermi installati nella piazza antistante la Basilica, ai tanti fedeli giunti da ogni parte del mondo di partecipare con molto raccoglimento alla celebrazione dei Primi Vespri “nel Transito di San Francesco” presieduti da S. Ecc. Mons. Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo. E’, infatti, la regione Marche che quest’anno, in rappresentanza di tutto il popolo italiano, offre l’olio per le lampade votive che ardono dinanzi alla tomba e al luogo del beato Transito del Santo Patrono nazionale.  

S.E. mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi, e p. Michael Perry, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori hanno accolto e dato il benvenuto ai Vescovi delle diocesi marchigiane, ai Ministri Generali e Provinciali delle Famiglie Francescane, al sindaco di Assisi, Stefania Proietti, ai sindaci dei comuni delle Marche, alle autorità delle Regioni e a tutti i pellegrini che si sono uniti in preghiera in Basilica e via web.

Il Vescovo Angelo nella sua riflessione ha messo in rilievo come la vicenda di Francesco d’Assisi sia un messaggio di speranza, soprattutto in questo tempo così incerto a causa della pandemia. Il suo modo di affrontare la morte, chiamandola Sorella, ci fa comprendere che “la vita non ha una scadenza” ha affermato il presule. “La vita non è come un prodotto – ha proseguito – dove c’è un inizio e una fine; c’è un inizio e c’è un compimento, che è la vita eterna, che è il paradiso!”

La strada per raggiungerlo ci viene indicata da Gesù ed è la via dell’amore umile, della preghiera, della mitezza, della fiducia e del servizio. Su questo cammino faremo esperienza che la vita è “il dono di Dio per eccellenza. E questo dono va riconosciuto e ridato a colui che ci è Padre” ha concluso il Vescovo.

Si è svolta, quindi, la tradizionale consegna dei doni da parte delle Autorità Civili delle Regioni e dei Comuni nelle mani del Ministro Provinciale, p. Francesco Piloni.

Nella serata, la Basilica ha riaperto le porte per la Veglia di preghiera presieduta da p. Roberto Genuin, Ministro Generale dell’Ordine dei frati minori cappuccini. Nella sua meditazione, p. Roberto ha posto l’accento sulla conformazione a Cristo che in Francesco raggiunge il suo apice nel momento della morte. Essa lo incontra povero, con le mani completamente vuote poiché aveva restituito tutto ciò che il Signore gli aveva donato. 

Il Testamento che il Santo ci lascia è quello di renderci sempre più sensibili alle necessità dei fratelli, proprio come ha sottolineato papa Francesco, che ha voluto venire proprio in Assisi per firmare la sua ultima enciclica dal titolo evocativo “Fratelli tutti”.

“La vita fraterna – ha rimarcato p. Roberto – è una scuola di relazioni umane da cui apprendiamo non solo a risolvere i conflitti e le difficoltà secondo la modalità di Dio, ma anche a stabilire e far crescere relazioni gratuite e inclusive.” Solo con sentimenti di fraternità e amicizia potremo dare una risposta ai problemi che affliggono il mondo.

Dalla Porziuncola, luogo più amato da Francesco e dove la prima fraternità è nata, i frati partivano per annunciare a tutti gli uomini e le donne il Vangelo dell’incontro e della Letizia. Questa è la missione per ognuno di noi: umanizzare la nostra terra con lacci di fraternità e di amicizia, contemplare con gratitudine e ammirazione la bellezza della creazione, riconoscere il bene che Dio realizza in ciascun essere umano.  



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