mercoledì, 06 luglio 2022
Prima catechesi quaresimale alla Porziuncola 25 Feb 2021

La donna dell'unzione: figura della donazione totale del Signore

Il cammino di Quaresima 2021 alla Porziuncola ha vissuto mercoledì 24 febbraio la sua prima tappa catechetica con la meditazione offerta da p. Giulio Michelini ofm durante il vespro. Il percorso, intitolato “Gli anonimi della Passione secondo Marco”, ci guiderà alla contemplazione del mistero pasquale, mettendo in risalto i gesti e le parole di coloro che nel Vangelo di Marco non sono ricordati con il loro nome ma per come si relazionano con il Signore Gesù nelle ore della Passione e Morte. L’anonimia favorisce un processo di immedesimazione per cui quell’avvenimento può accadere anche a noi che leggiamo e ascoltiamo quella pagina oggi.

La protagonista della prima riflessione è la donna dell’unzione (Mc 14,3-9). Non solo non conosciamo il suo nome, ma in tutto l’episodio non prende mai la parola. Ciò che la contraddistingue sono le sue azioni. In primo luogo, si manifesta la sua intraprendenza, poiché entra durante un banchetto non invitata in una casa di un certo Simone. La sua comparsa giunge nel momento opportuno, poco prima del tradimento di Giuda. Ciò fa risaltare la grande differenza tra la devozione di questa donna anonima, che si rivela con il suo atto d'amore la vera discepola del Signore.

Il secondo tratto caratteristico è il disinteresse. Essa, infatti, possedeva un prezioso vaso di alabastro, che dona senza alcuna riserva. Lo stesso disinteresse lo si nota nella vedova che, sempre secondo il Vangelo di Marco, getta nel tesoro tutto quello che aveva, corrispondente però a poche monete perché era povera. Esse danno tutto quello che hanno, la loro ricchezza come la loro povertà.

Infine, il terzo tratto caratterizzante questa donna viene dai restanti due verbi: “ruppe il vaso di alabastro, versando il prezioso nardo sul capo di Gesù.” Gesù stesso, interpretando quello che ha fatto, afferma che essa ha compiuto un’azione buona, facendo ciò che ha potuto e compiendolo in anticipo per la sua sepoltura. Il suo gesto ci dice che le opere buone possono diventare parte del disegno divino e quel piccolo gesto anonimo adesso verrà ricordato per sempre.

In conclusione, questo episodio mette in risalto che la vita non ha a che fare solo con i grandi personaggi, le grandi battaglie, le grandi imprese, ma ci sono storie piccole che contano. I comportamenti dei singoli, anche se sono piccoli, influiscono sulle vite degli altri in bene e in male. La donna dell’unzione è esempio di devozione, di disinteresse, di gratuità e può essere un modello anche per la vita consacrata. Di Santa Chiara d’Assisi infatti viene detto che “per 42 anni ruppe l’alabastro del suo corpo perché la casa della chiesa si riempisse della fragranza degli unguenti”. Si tratta di quello spreco che imita il primo e assoluto spreco: quello del Signore Gesù che tutto si è offerto a noi senza ritenere un tesoro geloso la sua figliolanza divina ma facendoci partecipi di essa.



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