LUNEDÌ della XXIX sett. del T.O. Feria (verde)
lunedì, 21 ottobre 2019
3^ meditazione del Triduo in preparazione alla Solennità di S. Francesco 03 Ott 2019

La tua grazia vale più della vita

Nella serata del 2 ottobre, memoria liturgica dei santi Angeli custodi, si è tenuta la terza ed ultima meditazione in preparazione alla Solennità di san Francesco. S.E. Gualtiero Sigismondi, dopo essersi accostato alla figura del Poverello con l’aiuto di Romano Guardini nel primo intervento (https://www.assisiofm.it/triduo-ii-serata.html) e di Giovanni Battista Montini nel secondo (https://www.assisiofm.it/triduo-i-serata.html), ha scelto di lasciare parlare direttamente Francesco attraverso il suo Testamento.

Egli già da giovane dimostrava di essere generoso, tuttavia quello spendersi non era ancora il donarsi caratteristico dell’amore cristiano. Solo dopo aver baciato il lebbroso e aver percepito in lui i lineamenti del volto di Cristo, Francesco può ascoltare il Crocifisso che gli parla e lo invia a riparare la sua Chiesa. La sua conversione lo porta ad allargare sempre più i confini del suo amore, travalicando quelli ecclesiali per raggiungere prima tutti gli uomini e poi tutte le creature. Capisce che servire non è sufficiente, è necessario donare la vita come Cristo.

Lo spirito profetico di Francesco, che gli permette di toccare argomenti tuttora attuali quali la ricerca della pace, la salvaguardia della natura, la promozione del dialogo, nasce dal suo essere sempre stato in sintonia con la Chiesa e il carisma di governo.

Il concetto con cui Francesco riassume la sua vita è quello di penitenza. Egli si percepisce come penitente in permanente stato di conversione. Il pentimento rappresenta la più potente espressione di libertà. Infatti, solo chi è libero da sé può arrivare ad auto-accusarsi e a non cercare giustificazioni. Solo un cuore che trovato la povertà di spirito può infatti vivere non solo senza pretese ma anche senza attese, “tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre”.

Chiediamo allora a Francesco di donarci un granello del suo entusiasmo perché possiamo così affermare con lui: “La tua grazia vale più della vita”.



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