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Celebrazione della Cena del Signore alla Porziuncola 15 Apr 2022

Lasciarsi amare da Dio per diventare sua memoria vivente

“Celebriamo l’istituzione dell’Eucaristia come un tesoro da custodire, come il centro della nostra vita cristiana, come una sorgente da cui attingere carità” Con queste parole, fr. Danilo Tremolada, vicario provinciale dei frati minori di Umbria-Sardegna, ha iniziato la sua omelia nella celebrazione della Cena del Signore alla Porziuncola. Commentando la prima lettera ai Corinzi di san Paolo, che riporta proprio le parole di Gesù nell’Ultima Cena, ci ha offerto una riflessione in 4 punti.

“nella notte in cui veniva tradito” La Chiesa ricorda come l’evento dell’Eucaristia è avvenuto in un tempo in cui i discepoli non comprendono o addirittura arrivano a negare di conoscere Gesù. E anche oggi questo gesto viene rivissuto nel nostro mondo che è ancora lacerato e abitato da una logica che non è quella del Vangelo.

“prese del pane e dopo aver reso grazie” Gesù ringrazia in anticipo il Padre perché non lo avrebbe abbandonato nella morte, per il dono della Risurrezione già presente nella Croce. L’Eucaristia è un convito nuziale tra il nostro Dio e la nostra umanità e questa promessa di fedeltà di Dio è ciò che ci fa guardare alla vita sempre con speranza.

“lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi” In questo gesto Gesù esprime il suo donare tutto se stesso, il suo amarci fino alla fine. Nell’Eucaristia al gesto dello spezzare segue sempre la condivisione. Nel Vangelo viene ricordata la lavanda dei piedi, dal celebrare l’Eucaristia deriva sempre la cura verso gli altri.

“Fate questo in memoria di me” L’Eucaristia che io ricevo non mi lascia uguale, ma mi trasforma. Mi porta continuamente dalle tenebre alla luce. Allora, bisogna innanzitutto lasciarsi amare dal Signore. Il secondo effetto poi è quello di diventare memoria vivente di Gesù. Don Oreste Benzi ha ben descritto ciò che l’Eucaristia compie in noi: “Uno dei segni che vi fanno capire che l’amore di Dio sta crescendo in voi è questo: il gusto di dare sempre la vita attorno a voi, cioè il gusto di consolare, di incoraggiare, di richiamare anche, ma sempre per la vita. È il gusto di pregare per l’altro, di fare penitenza perché tuo fratello viva, un amore che ha l’iniziativa nel dare la vita. Chi si lascia possedere dall’amore di Dio entra nella gioia della vita, la gioia di vedere la vita attorno a sé. Specializzatevi nell’amore. Credetemi ci si stanca di più a non amare che ad amare!”



Cena Danilo Tremolada Eucaristia Giovedì Santo Porziuncola San Damiano Triduo pasquale

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