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Ottava serata della Novena dell’Immacolata Concezione 07 Dic 2020

Maria, somma bellezza della grazia di Dio

Nell’ottava serata della Novena in preparazione alla solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, p. Simone Farci ha concluso il suo percorso dedicato alle madri d’Israele, giungendo alla madre di Dio. (I - II - III - IV - V - VI - VII serata) Lunedì 7 dicembre, infatti, la Novena culminerà nel canto dell’Akathistos, antico inno dedicato alla Vergine, che sarà celebrato alle ore 20.30, presieduto da S.E. mons. Erio Castellucci e trasmesso in diretta streaming sulla sulla WebTV, sull’App FratiAssisi e sui canali social FratiAssisi Facebook e Youtube.

L’Immacolata è colei che è stata redenta in maniera privilegiata e insieme è segno dell’inizio del progetto di Dio su di noi. È l’aurora della redenzione, la perfetta realizzazione del santo resto di Israele, dei poveri di Jahwé, di tutti coloro che sono gli eredi delle promesse messianiche e i portatori della speranza del popolo di Dio; è la prima creatura della nuova Gerusalemme e in lei l’uomo di tutti i tempi può contemplare il suo vero futuro, il fondamento della sua speranza di immortalità.

Nell’Immacolata risplende in maniera somma la bellezza della grazia di Dio perché in lei è decretata la vittoria totale della grazia divina sul peccato e l’umanità è riportata alle origini della creazione. In lei Dio non ha fallito, ma ha salvato e salva il Suo popolo. Dal tronco abbattuto rifulge nuovamente la sua storia, diventando una nuova forza viva che orienta e pervade il mondo. Maria è l’Israele santo; ella dice “sì” al Signore, si mette pienamente a Sua disposizione e diventa così il tempio vivente di Dio.

“Nato da Donna”: perché in quella donna che è la Vergine Maria, la Chiesa contempla colei che dando alla luce Gesù metterà nella terra il seme indistruttibile del bene, della fiducia, della pace, dell’amore, un seme che trasformerà lungo i secoli l’umanità intera. Cosi è anche Madre della Chiesa perché diventa il prototipo, il modello di tutti coloro che, in e con Gesù, si opporranno al male vincendolo col bene, di coloro che accoglieranno con fedeltà il progetto di Dio a favore dell’uomo.

L’uomo non vuole ricevere da Dio la sua esistenza e la pienezza della sua vita. Vuole attingere egli stesso dall’albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo. Non vuole contare sull’amore che non gli sembra affidabile; egli conta unicamente sulla conoscenza, in quanto essa gli conferisce il potere. Maria è Madre della Chiesa perché nella sua immacolatezza ci addita a diventare ciò per cui siamo creati.

La perfezione originale accordata alla Madonna non deve farci pensare che la sua vita sia stata facile, diversa dalla nostra: ella ha conosciuto le difficoltà quotidiane, l’oscurità e le prove che la fede comporta, ha sperimentato non meno di Gesù la tentazione e le sofferenze delle lotte interiori.

“Rallegrati o piena di grazia, il Signore è con te”, esclama l’angelo contemplando la bellezza dell’Immacolata. E Maria, al termine del colloquio, dichiara di voler lasciarsi plasmare e possedere dalla forza della Parola, di voler essere discepola fedele di Cristo, tutta relativa a lui e alla sua missione. Abbiamo molto bisogno di contemplare la Vergine Maria come discepola di Gesù, di contemplare la sua fede, e il mondo ha diritto di vedere in noi cristiani che la fede illumina la vita, la trasforma pur non sottraendola alle fatiche e alle prove che comporta. Come Madre che compatisce, Maria è la figura anticipata e il ritratto permanente del Figlio.

P. Simone ha concluso la meditazione recitando questa preghiera: “O Vergine Immacolata, tu che hai conservato il tuo cuore trasparente a Dio, donaci il desiderio di convertirci, di purificarci, di ritrovare la grazia di Dio, di vivere sotto il suo sguardo. Tu che sei tutta bella della bellezza di Dio, rivelaci sempre più pienamente il mistero del tuo Figlio e della Chiesa, e fa’ che la bellezza della grazia non cessi mai di attirare i cuori umani”.



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