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Omelia di p. Bruno Ottavi, Ministro Provinciale 28 Mar 2013

Messa in Coena Domini alla Porziuncola

Questa sera celebriamo tre grandi Misteri: l’Eucaristia, il Sacerdozio e la Carità, ma che scaturiscono dal Mistero più grande di tutti, che Gesù ci lascia prima di morire: il Mistero dell’Amore di Dio che si sacrifica per noi!

Come possiamo in poche parole analizzare questi misteri ?

Come possiamo meditarli soprattutto attraverso la fede ?

Quest’anno 2013 il Santo Padre Benedetto XVI, il Papa emerito, ci ha donato la grazia di celebrare l’anno della fede per meditare e vivere il mistero di Cristo, e il Papa Francesco ci ricorda che la fede è centro della nostra vita e ci chiede di avere il coraggio di camminare in presenza del Signore, con la sua Croce; di edificare la Chiesa sul Sangue del Signore, che è versato sulla croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. Tutto questo possiamo farlo soltanto nella fede, per questo i Misteri di questa sera possiamo conoscerli, accoglierli ed amarli soltanto mediante la fede.

 

Il sacerdote, dopo le parole della Consacrazione, che pronuncia sul pane e sul vino, dice: “Mistero della Fede!”.

Cosa significano queste parole? E’ un Mistero che non riusciamo a cogliere e che ci pone al di fuori di ogni comprensione? E’ qualcosa di tanto lontano che ci porta a vivere la nostra vita come se non ci riguardasse?

No! E’ il mistero di Dio, cioè il Progetto di Vita e di Salvezza del Padre per ogni uomo, che il Signore Gesù ci ha rivelato mediante il suo Sacrificio sulla Croce.

Questo mistero va accolto nella fede, cioè attraverso la fede possiamo conoscere questo progetto di Dio, possiamo accoglierlo nella nostra vita e farne esperienza ogni giorno. Questo è il Mistero della fede che questa sera celebriamo!

Prima di tutto il Mistero dell’Eucaristia: il progetto di Dio di essere con noi ogni giorno fino alla fine dei tempi, di fare memoria della sua Passione, Morte e Resurrezione per avere in noi la sua stessa vita, per fare comunione con Lui ogni giorno, anche quando siamo nella sofferenza, nel dubbio o nelle prove della vita. E’ il Signore che vuole restare con me … anzi con noi, in quanto è un Mistero della Chiesa, che ci fa fare comunione anche tra noi.

Questo Mistero possiamo coglierlo solo nella fede, cioè nella conoscenza del suo progetto di amore, come ha fatto San Francesco quando diceva ai suoi frati: Ecco, ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine;… ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne,… così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero. E in tal modo il Signore è sempre con i suoi fedeli, come egli stesso dice: «Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo»

Sono le parole di un uomo che ha fatto esperienza, nella fede, del Mistero dell’Eucaristia e che vuole trasmettere anche a noi, nella fede, la bellezza e la grazia di questo Mistero di Amore che il Signore Gesù ci dona.

Questa sera è anche il Mistero del Sacerdozio ministeriale, cioè di quel Progetto di amore di Dio che vuole donarci la sua grazia e la potenza dello Spirito Santo nei suoi Sacramenti, attraverso la debolezza degli uomini, dei sacerdoti che Lui stesso ha scelto e a cui ha donato l’incarico di trasmettere il suo Amore Misericordioso. E’ il Mistero di Cristo, unico sacerdote, che è presente nella sua Chiesa mediante gli uomini.

Anche questo è “Mistero della fede”, cioè soltanto mediante la fede possiamo comprendere questo progetto di Salvezza e San Francesco, anche per questo mistero, ci manifesta la sua fede verso i sacerdoti. Egli scrive: Se la beata Vergine è così onorata, come è giusto, perché lo portò nel suo santissimo grembo; … se è venerato il sepolcro, nel quale egli giacque per qualche tempo; quanto deve essere santo, giusto e degno colui che tocca con le sue mani, riceve nel cuore e con la bocca e offre agli altri perché ne mangino, Lui …(Dio) in eterno vivente e glorificato, sul quale gli angeli desiderano volgere lo sguardo! Guardate la vostra dignità, fratelli sacerdoti, e siate santi perché egli è santo.

Ancora una volta San Francesco ci fa conoscere la sua fede sul Mistero dei Sacerdoti, uomini fragili e peccatori, ma che Dio ha scelti per amministrare la sua grazia. Un Mistero della Fede che ci stupisce per l’umiltà di Dio che rende presente la sua Grazia attraverso la debolezza degli uomini, ma che San Francesco ci ha insegnato ad amare e a rispettare.

 

Infine questa sera celebriamo il Mistero della Carità, cioè di quello stesso Amore con cui Gesù ha amato gli uomini: avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.

Il gesto della lavanda dei piedi è il segno più bello di questo amore: Gesù si fa schiavo. Gli schiavi infatti lavavano i piedi degli ospiti per farli entrare nell’intimità della casa, al cospetto del padrone. Ora Gesù lava i piedi dei suoi apostoli per farli entrare nell’intimità del Padre. Gesù è venuto nel mondo per compiere questo servizio: Egli si fa dono, sacrificando la sua vita, per introdurci al cospetto di Dio, nell’amore del Padre.

E questo dandoci un esempio, infatti Egli dice: Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. Un esempio che è un Mistero di Amore e che soltanto nella fede possiamo vivere. Infatti come è possibile amare gli altri come Gesù ci ha amato? Come possiamo amare, quando gli altri non ci amano? Come possiamo amare quando gli altri ci odiano o ci fanno guerra? Come è possibile mettersi al servizio degli uomini, soprattutto dei più poveri, se ancora viviamo nell’egoismo e nella ricerca dei piaceri personali? Come possiamo metterci al servizio dei poveri, se il mondo ci spinge all’individualismo e al disinteresse?

Ecco anche questo è un Mistero di Fede che questa sera celebriamo!

E anche qui San Francesco diventa modello di fede e ci invita all’amore perfetto come è l’amore di Dio verso di Noi. Egli dice nella sua spiegazione del Padre Nostro: quello che noi non rimettiamo pienamente, tu, Signore, fa’ che pienamente perdoniamo, cosicché, per amor tuo, amiamo sinceramente i nemici e devotamente intercediamo per loro presso di te, non rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento in ogni cosa. Anche questa è una conoscenza profonda del Progetto di Amore di Dio per tutti gli uomini, un’accoglienza senza condizioni del mistero del perdono e una esperienza di carità fraterna che ci lascia stupiti, ma che ci dona la misura della fede con cui dobbiamo vivere la nostra vita cristiana. 

Il nostro Santo Padre, il Papa Francesco, ci ricordava nella Messa di inizio del suo Pontificato che occorre “custodire”, avere cura di ogni persona, con amore… aver cura l’uno dell’altro… , e oggi, Giovedì Santo, dopo aver ascoltato il Vangelo della lavanda dei piedi, dovremmo dire anche “mettersi al servizio dell’uomo” soprattutto dei più poveri; di costruire una Chiesa povera, che si mette al servizio dei poveri, come ci ricordava lo stesso Papa.

Questo è il Mistero della carità che questa sera celebriamo e che vogliamo accogliere nella fede, per viverlo ogni giorno con la grazia che il Signore Gesù, Morto e Risorto per noi, ci dona nel Suo Amore Infinito.

Fratelli e sorelle abbiamo meditato dei grandi misteri che Gesù ci ha lasciato, ora tocca a noi di viverli con fede e verità per saperli trasmettere a tutti gli uomini.

Amen.



Bruno Ottavi Coena Domini Giovedì Santo Messa Omelia Porziuncola

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