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La testimonianza delle Piccole Sorelle di Gesù 11 Dic 2018

Per i miei fratelli e sorelle dell’Islam e del mondo intero

Vorrei che credeste che ci può essere una vera amicizia, un affetto profondo fra persone che non appartengono né alla stessa religione, né alla stessa razza, né allo stesso ambiente…bisogna che il vostro amore cresca, si approfondisca e diventi delicato. L’amore generoso si trova più facilmente, ma l’amore delicato e rispettoso per ogni creatura è raro. In ognuna di loro c’è il volto del Signore.

Con queste parole piccola sorella Magdeleine fa chiaramente riferimento alla propria esperienza vissuta all’inizio della fondazione della Fraternità delle Piccole Sorelle di Gesù. Partita in Algeria sui passi di Charles de Foucauld, dopo una prima esperienza a Boghari ed un anno di noviziato canonico presso le Suore Bianche, durante il quale il Prefetto Apostolico le chiede di scrivere le costituzioni in vista della fondazione di una nuova congregazione, si stabilisce nel sud del Sahara, a Touggourt verso la fine del 1939. È un’oasi abitata soprattutto da nomadi semi-sedentarizzati, impoveriti dalla siccità degli ultimi anni. Durante i primi anni, il tempo necessario perché le prime giovani in Francia si impegnassero nella congregazione e si formassero, piccola sorella Magdeleine passa dei lunghi periodi da sola a Touggourt, in mezzo a quelli che poi oserà chiamare “co-fondatori”.

È senza dubbio un’esperienza unica nella storia della Chiesa: una fondazione che fin dai suoi primi passi non si situa tanto “per” ma piuttosto “con” un popolo. Si, la Fraternità è nata da un incontro, l’incontro tra questa donna straniera e la popolazione araba di Touggourt: lei, giovane donna francese in Algeria (allora ancora colonia francese), si situa chiaramente contro ogni mentalità colonizzatrice, si tuffa nella realtà araba lontana dai quartieri residenziali degli europei, per assumere la lingua e i costumi della popolazione locale. Per imparare a vivere in quell’oasi e poi sotto la tenda, si mette alla loro scuola, senza l’illusione di aver sempre qualcosa da dare, senza illusioni di superiorità. Loro, gli abitanti di Touggourt, hanno colto in lei l’Amore che la guidava e hanno risposto con la stessa generosità. Riparare insieme la casa abbandonata e semisommersa dalla sabbia perché diventi la prima fraternità, è stata l’occasione di costruire insieme un’amicizia profonda. Piccola sorella Magdeleine (nella foto) si interessa a tutto ciò che fa parte della loro vita, senza esitare a rendersi garante e a difendere i loro diritti davanti all’Amministrazione francese. In un periodo di forte carestia in cui l’amministrazione civile distribuisce ad ogni famiglia una quantità di farina per sei mesi, lei si rende conto che per queste famiglie così povere, che abitano in piccole capanne fatte di rami di palma, è impossibile conservare una simile quantità. Inventa allora dei cartoncini rosa su cui scrive “amici di piccola sorella Magdeleine” e che dà ad ogni capo famiglia: mostrandolo alle autorità potrà così ricevere la sua razione mese per mese, in modo da poterla gestire più facilmente. Sa però anche incoraggiarli a prendere le proprie responsabilità di fronte alle proprie colpe: convincerà un uomo che aveva rubato ed era fuggito di prigione a ripresentarsi per scontare la propria pena, pur intercedendo presso i responsabili perché questo atto non porti ad un supplemento di condanna.

Piccola sorella Magdeleine dà fiducia e riceve fiducia. C’è chi le chiede consiglio in vista di un matrimonio e lei a sua volta confida i propri progetti e rilegge con i muratori del cantiere le costituzioni che sta scrivendo per avere un confronto! Athman, il capo-cantiere, è l’amico fedele che veglia discretamente ed efficacemente su piccola sorella Magdeleine, al punto da farsi garante dei suoi tempi di preghiera, tenendo lontano i bambini con i loro giochi chiassosi in prossimità della cappella. Addirittura quando l’orologio di piccola sorella Magdeleine si romperà, sarà lui che ogni giorno busserà alla porta della cappella per segnalarle che l’ora di adorazione è terminata! «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici, ci dice Gesù nel vangelo di Giovanni» (Gv 15,13). In effetti quando il legame d’amore è profondo si vorrebbe dare tutto perché l’altro possa vivere in pienezza. È questo il senso dell’offerta della propria vita per l’altro. Per Magdeleine la fede si concretizza nel dono della propria vita. È così che fin dalla sua giovinezza, certamente formata dalla spiritualità del proprio tempo, offre la sua vita al Signore. «Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale» (Rm 12, 1).

Questo dono è totale e irrevocabile e si farà sempre più forte con l’avanzare nella vita spirituale, fino ad arrivare al desiderio del martirio. Lo esprimerà con la parola “immolazione” che certamente oggi suona antiquato alle nostre orecchie …, ma lei lo utilizza nel senso biblico del termine, in unione all’offerta di Cristo per la Redenzione del mondo intero. L’esperienza fondatrice dei primi anni fa che questo dono sia caratterizzato dall’amicizia con il mondo musulmano e si concretizza con l’espressione della formula della professione religiosa delle Piccole Sorelle di Gesù “per i miei fratelli e sorelle dell’Islam e del mondo intero”. Offerta rinnovata ogni giorno dopo aver comunicato al Corpo e Sangue di Gesù nella celebrazione eucaristica: Ricevi, o Padre Santo, in unione al sacrifico del Corpo e del Sangue di Gesù e a gloria del tuo Nome, l’offerta della mia vita per i miei fratelli e sorelle dell’Islam e del mondo intero. Te la offro anche perché con tutti i miei fratelli e sorelle poveri e oppressi troviamo la vera liberazione nella giustizia e nella carità di Cristo, perché siano riuniti tutti i credenti nell’unità della fede e perché regni tra le persone di ogni ambiente, popolo e cultura, nel rispetto reciproco, attraverso le differenze di temperamento e di età, l’unità nell’amore del mio Amatissimo Fratello e Signore Gesù. Amen.

 L’amore profondo che abitava Magdeleine l’ha profondamente modellata, mettendole nel cuore il desiderio intenso di unità al di là di ogni tipo di divisione e di barriera, spingendola a percorrere i cinque continenti, al di là della fragilità della sua salute, per costruire comunione. Ha saputo allargare la sua esperienza algerina alla ricerca dei più piccoli e ai margini delle società del suo tempo, rendendo la differenza “luogo” di incontro con l’altro, com-unione. La Fraternità è nata da un incontro, l’incontro di piccola sorella Magdeleine con gli abitanti di Touggourt; l’incontro tra due realtà che sarebbero potute restare ben lontane l’una dall’altra: nazionalità, religione, cultura … tutto avrebbe potuto separare ed è invece diventato occasione di affetto e amicizia, nel rispetto reciproco delle differenze, in un grande atto di amore offerto e ricevuto! E ancora oggi “ogni volta che viviamo un incontro la Fraternità nasce” (dalle Conclusioni del Capitolo generale 2017). Sì, ancora oggi ovunque nel mondo quando due persone vivono l’incontro nella verità di ciò che ognuno è, la fraternità umana si realizza e il Regno di Dio si concretizza nel nostro quotidiano. In un periodo storico in cui spesso la nostra società non sa come relazionarsi con lo straniero, in cui la violenza perpetrata spesso nel nome dell’Islam ci interroga, ci fa paura, e rischia di bloccarci, la realtà di relazioni profonde, piene di amore e di rispetto, capaci di andare oltre le differenze diventano segno del progetto di Dio per noi.

Per approfondimenti visita il sito del mensile SBi



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