La “Maestà di San Damiano” da oggi al Museo della Porziuncola 17 Dic 2018

Uno sguardo nuovo

Dopo più di sette secoli, non si è spenta la profondità dello sguardo di Maria, nella tavola fondo oro Madonna col bambino concepita intorno al 1306 dal genio del pittore noto come “Maestro della Croce di Gubbio”; pervenuta a San Damiano agli inizi del Seicento, ed ivi custodita fino ad alcuni anni or sono, da ieri pomeriggio la preziosa tavola è in mostra al Museo della Porziuncola.

Allo scoprimento della tavola, dopo i necessari interventi di restauro, siamo stati introdotti da una breve serie di interventi, accuratamente coordinati dalla dott.ssa Donatella Vaccari, storico dell'arte del Museo. Dopo i saluti di p. Giuseppe Renda, Custode del convento della Porziuncola, di p. Claudio Durighetto, Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, e della dott.ssa Stefania Proietti, sindaco delle città di Assisi, abbiamo ascoltato l'introduzione storico-artistica del prof. Giorgio Bonsanti, storico dell’arte, già Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ed Ispettore onorario per il patrimonio storico artistico delle Province di Firenze, Pistoia e Prato.

Il Professore ci ha guidato attraverso una galleria d'immagini in quel crocevia di esperienze artistiche che fu Assisi a cavallo del Trecento: crocevia che grazie alla presenza di Giotto, e di maestranze fiorentine e romane, divenne intorno al 1290 la culla della pittura occidentale, spartiacque tra la pittura antica di Giunta Pisano e Cimabue, e la pittura “moderna” dei giotteschi e dei senesi. La Madonna del Maestro della Croce di Gubbio è uno dei frutti di questa rivoluzione giottesca, caratterizzata dall'abbandono delle forme simboliche tradizionali in favore di una riproduzione realistica, evidente soprattutto nei volti, nei gesti, nelle pose e nella nuova consistenza volumetrica delle figure. Il prof. Bonsanti ha poi sottolineato l'inedita acutezza dello sguardo che la Vergine rivolge allo spettatore, espressione di un nuovo modo d'intendere il rapporto tra il fedele e l'immagine di culto.

È seguito l'intervento di p. Ezio Casella, liturgista e Direttore dell’Ufficio liturgico della Diocesi di Rieti, che ha tratteggiato alcune peculiarità iconografiche della tavola. Anzi tutto, una breve illustrazione dei passi scritturistici riportati sui cartigli retti da due piccole figure di profeti (Isaia e Daniele) ai lati della Madonna; quindi, il senso teologico del Bambino, che, dipinto coi tratti anatomici di un adulto, volge lo sguardo verso l'infinito, e benedice, mentre la Madre che lo porge allo spettatore simboleggia insieme la natura umana assunta dal Figlio di Dio, e la Chiesa, sua sposa, che lo accoglie e lo genera nell'anima dei fedeli: un tema quanto mai appropriato per questo tempo di Avvento.

Infine, la dott.ssa Maria Brucato, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, ha accuratamente spiegato l'intervento di restauro. Premesso che la tavola era già in discrete condizioni conservative, le operazioni effettuate hanno incluso il fissaggio di zone decoese della pellicola pittorica, saggi sui materiali, pulitura, stuccatura e integrazione delle lacune (alcune profonde fino al legno) con colore intonato, per permettere una lettura unitaria dell'opera. Sul retro, rimosso un sostegno esterno, la tavola è stata disinfestata, e le fenditure del legno sanate.

Gli interventi dei relatori sono stati inframezzati da alcune laudi medievali in onore della Vergine Maria, interpretate da frate Alessandro Brustenghi e fra Davide Boldrini.

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Madonna Museo Museo della Porziuncola Restauro San Damiano

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