MERCOLEDI della XXIV sett. del T.O S. GIUSEPPE DA COPERTINO, sacerdote I O. – MEMORIA (bianco)
mercoledì, 18 settembre 2019
L'insegnamento di Giuseppe nella 2^ meditazione del Settenario di Natale 19 Dic 2018

Vera gioia è far diventare “nostra gioia” la volontà di un Altro

Continua il cammino di preparazione al Natale con il Settenario che – all’interno della celebrazione di Vespri – ci sta aiutando ad approfondire la Parola della liturgia del giorno.

È stato p. Maurizio Verde, Vicario del Convento della Porziuncola ha proporre – prendendo spunto dalla lettura dell’Antico Testamento del profeta Geremia – la seconda meditazione di ieri.

Geremia scrive ad un popolo ormai avviato all’esilio e governato da un Re che in realtà è fantoccio del Re di Babilonia e vi contrappone, con uno sguardo di fede, un “germoglio giusto”, con un nome simile a quello di Sedecìa ma nel suo significato più vero e giusto: “Signore nostra giustizia”, ovvero un Re non baderà a salvare se stresso ma che “si prenderà cura del debole e del popolo, che avrà cura del misero”.

“Per noi, in questi giorni – ha continuato – è facile vedere in questa promessa, in questo Re, il Figlio di Dio che oggi ci viene presentato attraverso la figura di un padre terreno: Giuseppe”.

Il giusto è “come un albero piantato lungo i corsi d’acqua”, un uomo per il quale l’osservanza della Legge è fonte di gioia!  “Per arrivare a questo Giuseppe deve far diventare gioia della sua vita la volontà di un Altro che ha previsto, per lui e per Maria, un cammino diverso dal loro”.

Questo cammino richiede un travaglio supportato dalla certezza dell’amore per Maria e che Dio sta operando e preparando cose meravigliose per il suo popolo, Israele.




14 Set 2019

Non scandalizzatevi della croce del Signore, abbracciatela con amore

“Oggi brilla nella Chiesa lo splendore della croce del Signore”