MERCOLEDÌ della XV sett. del T.O. UFFICIO GENERALE PER I NOSTRI DEFUNTI FRATI, SUORE, PARENTI E BENEFATTORI (viola)
mercoledì, 17 luglio 2019
Celebrazioni del Venerdì santo in Porziuncola 20 Apr 2019

Restate uniti alla croce, su di essa poggia il fondamento della Chiesa

Il Venerdì santo è il giorno del silenzio e dell’adorazione, il giorno in cui si medita la Passione di Cristo e attraverso la pratica della Via Crucis si ripercorre con Gesù la via del dolore che porta alla sua morte, una morte che, sappiamo, non è per sempre. Con questo spirito, anche stamane, con la preghiera dell’Ufficio delle letture e delle Lodi mattutine, presieduta da fr. Fabio Nardelli, i frati e la gente presenti in Basilica, hanno pregato Dio Padre Onnipotente affidandosi alla sua misericordia.

Nella riflessione di ieri le parole consegnate erano state: Memoriale, Compassione e Comunione; tre chiavi per penetrare il Mistero della Pasqua. Stamane, riflettendo su questo secondo giorno di Triduo, p. Fabio ha ricordato che il Venerdì Santo, nella liturgia orientale, è il “giorno della letizia”, quasi a voler ricordare che già da questo giorno Dio sta preparando la vita. “C’è una lotta – ha aggiunto – tra la luce e le tenebre, lotta che se apparentemente vede le prime vittoriose, in realtà è proprio dall’interno, entrandoci, che la morte è vinta.

Le chiese, oggi, sono silenziose, così come la nostra bella Basilica. Nella liturgia non c’è canto, non c’è musica e non si celebra l’Eucaristia, gli altari sono spogli e le croci velate, perché lo spazio è tutto dedicato alla Passione e alla morte di Gesù. Ci si prostra in terra, a simboleggiare l’umiliazione dell’uomo terreno e la partecipazione alla sofferenza del Signore. Però non è un giorno di lutto, ma un giorno di contemplazione dell’amore di Dio che arriva a sacrificare il proprio Figlio, vero Agnello pasquale, per la salvezza dell’umanità.

Prima la via Crucis tra le navate della Basilica ha aperto le celebrazioni pomeridiane, poi la celebrazione della Passione del Signore nell’infermeria provinciale, dove i frati anziani ed infermi vivono nella loro carne le sofferenze di Cristo e portano la loro croce con pazienza e perseveranza. In Basilica è stato il custode della Porziuncola fr. Giuseppe Renda a presiedere l’azione liturgica alla presenza dei frati e di numerosi fedeli e pellegrini e scandita dalle tre fasi: la liturgia della parola e la lettura del Passione secondo Giovanni cantata da fr. Maurizio Verde, fr. Rosario Vaccaro e fr. Giovanni Pinna, ripercorrendo ancora una volta gli episodi cruciali della vicenda terrena di Gesù.

Siamo stati poi invitati ad adorare la Croce, secondo momento, per il dono della salvezza che tramite essa ci ha raggiunti. I fedeli hanno toccano la Croce, l’hanno baciata e così sono entrati ancora più in contatto con il dolore di Cristo che è il dolore di tutti, perché Lui ha portato sulla Croce i peccati di tutta l’umanità per salvarla.

Infine abbiamo vissuto la liturgia eucaristica, avvenuta senza la consacrazione del pane e del vino, ma consumando l’eucarestia consacrata nella messa del Giovedì santo.

Il custode della Porziuncola ha ricordato nell’omelia che Gesù ha un progetto di bene da compiere su di noi, senza Dio siamo destinati al fallimento, senza umiltà non comprendiamo cos’è l’amore e quindi chi è Dio veramente. Inginocchiamoci di fonte a Dio, ha quindi esortato, per trovare la via verso la libertà dei figli, verso l’amore vero.

La giornata si è poi conclusa con la grande processione nelle vie di santa Maria degli Angeli alle ore 21.00. Le confraternite della parrocchia, portando tra le case le statue della Madonna addolorata e di Cristo morto, hanno voluto mostrare quella fede semplice e tradizionale che sostiene le persone nei momenti spesso bui e difficili della vita. Riscopriamo, attraverso la meditazione della passione e morte del Figlio di Dio, la grazia che ci dona quotidianamente.     



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