VENERDÌ della V sett. di Pasqua DEDICAZIONE DELLA BASILICA PAPALE DI S. FRANCESCO IN ASSISI – FESTA (bianco)
venerdì, 24 maggio 2019
Tradizionale scambio di doni tra i Frati Minori della Porziuncola e i Monaci Benedettini dell’Abbazia di S. Pietro di Assisi 25 Apr 2019

Ricevere tutto come dono per poter vivere donando

Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 24 Aprile, una rappresentanza della comunità dei Frati Minori della Porziuncola si è recata, come da tradizione, al Monastero di San Pietro in Assisi. Ad accoglierli l'Abate Ordinario dell’Abbazia di Montevergine, p. Riccardo Luca Guariglia, accompagnato da 3 giovani postulanti e dal parroco della Parrocchia di San Pietro, p. Massimo, insieme ai confratelli della comunità assisiate.

Il “Rito della fratellanza”, com’è stato definito, si ripete ogni anno e ha un’origine antica. Secondo gli storici, subito dopo aver ricevuto l’approvazione orale della protoregola da parte di Papa Innocenzo III, Francesco, prendendo in considerazione il continuo aumento dei frati nell’Ordine, si mise alla ricerca di una residenza che avesse un riconoscimento ecclesiale: chiese, allora, di poter stare, insieme ai suoi primi frati, a Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.

La Compilatio Assisiensis e lo Speculum perfectionis sono concordi nell’affermare che Francesco andò prima dal Vescovo Guido e poi dai canonici della Cattedrale di San Rufino, senza però ricevere in custodia alcuna chiesa che essi possedessero. Solo a quel punto, Francesco si rivolse ai Benedettini del monte Subasio, parlando direttamente con l’Abate per chiedere di poter ricevere la custodia dell’antica chiesetta. I monaci gliela concessero a condizione che se l’Ordine si fosse ampliato, la chiesetta fosse divenuta capo di tutte le loro chiese.

Così Francesco ogni anno faceva portare un cesto di lasche, piccoli pesci di acqua dolce, non solo quasi a voler pagare una sorta di “affitto” per l’utilizzo della Porziuncola, ma anche per ringraziare in umiltà e povertà i Monaci Benedettini.

Alla cerimonia, oltre ad un nutrito numero di fedeli e turisti, incuriositi dall’insolito scambio, hanno preso parte il Sindaco della città di Assisi, Stefania Proietti e gli Assessori comunali Carlo Migliosi e Giuseppe Cardinali.

“È sempre una gioia - ha ricordato l’Abate - poter rivivere questo gesto e, ascoltando la Compilatio, vedere come da due “rifiuti” nasca una fratellanza così bella tra benedettini e francescani” e ha aggiunto “dal Monastero del Monte Subasio citato nella Compilatio, luogo di pace benedettina, un augurio di pace e di bene alla Comunità dei francescani della Porziuncola”.

Anche p. Giuseppe Renda, Custode della Porziuncola, ha insistito sulla bellezza di questa amicizia e dei valori universali di fratellanza ma in particolare ha ricordato che “Francesco d’Assisi, ancora oggi ci insegna il senso della gratitudine, del sine proprio, del ricevere tutto come un dono che viene da Dio senza appropriarcene e di come ciò valga sia per ciò che riceviamo ma ancora di più per tutta la nostra vita, che deve diventare un dono per gli altri”.

Dopo i due interventi, il Custode ha consegnato una cesta di pesce fresco all’Abate benedettino, il quale ha risposto, come di consuetudine, con diversi litri d’olio d’oliva dati in dono alla comunità della Porziuncola. Dopo il gesto, le due Comunità e le autorità si sono fermati a condividere il momento di agape fraterna preparato dai fratelli benedettini.



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