lunedì, 23 maggio 2022
Sabato 2 aprile 2022 alle ore 16.30 all’abbazia di San Pietro in Assisi 28 Mar 2022

Rito della fratellanza

Anche quest’anno, sabato 2 aprile 2022 alle ore 16.30, si rinnoverà all’abbazia di San Pietro in Assisi un’antica tradizione riportata nelle Fonti Francescane: il rito della fratellanza. Secondo quanto riporta la Leggenda Perugina, Francesco vedendo accrescere il numero dei suoi discepoli si preoccupò di trovare un modesto luogo più adatto alla preghiera e al lavoro di tipo comunitario. Non potendo né il vescovo né i canonici di San Rufino soddisfare il desiderio, lo stesso si rivolse al monastero di San Benedetto al monte Subasio.

“Preso da compassione, l’abate tenne consiglio con i suoi confratelli sull’argomento e, per volontà del Signore, concesse a Francesco e ai suoi frati la chiesa di Santa Maria della Porziuncola, la più poverella che avevano […] L’abate e i monaci avevano concesso la chiesa a Francesco e ai suoi frati per pura generosità; ma il Santo da saggio ed esperto costruttore che vuole fondare la propria casa, cioè l’Ordine, sulla salda roccia della totale povertà, mandava ogni anno a quell’abate e ai monaci un canestro di piccoli pesci, chiamati lasche, in segno di grande umiltà e povertà, come ad attestare che i frati non avevano in proprietà nessun luogo e non intendevano dimorare in alcun posto che non fosse sotto il dominio altrui, e quindi non avessero facoltà di alienarlo. Quando dunque i frati portavano annualmente ai monaci quei pesciolini, i monaci in omaggio all’umiltà di Francesco che compiva quel gesto di sua spontanea volontà, ricambiavano il dono con una giara piena di olio”.

In stretta sintesi, dopo la distruzione del monastero di San Benedetto al monte Subasio (1339) la tradizione fu ripresa e portata avanti dai monaci dell’Abbazia di San Pietro in Assisi, con intuibili interruzioni determinate da varie circostanze. Per venire a tempi recenti, si rammenta che intorno alla metà del secolo scorso dom Anselmo Job (scomparso il 25 gennaio 1973) dapprima riceveva in dono dai frati i pesci e successivamente, soltanto quando l’olio appariva più limpido, consegnava loro una damigianetta da trenta litri trasportata con un “legnetto” fino al convento della Porziuncola.



Custode della Porziuncola Olio Pesci Porziuncola

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