SABATO della XIX sett. del T.O. Feria (verde)
sabato, 17 agosto 2019
Celebrazioni della Solennità di santa Chiara 12 Ago 2019

Chiara, tralcio di vite feconda che porta molto frutto

La Solennità di santa Chiara è stata preceduta e preparata anche quest’anno, dalla consueta Veglia di preghiera presso il santuario di san Damiano, luogo che per oltre 40 anni ha custodito la vita e l’esperienza di Chiara d’Assisi.

Migliaia di fedeli e pellegrini hanno affollato ieri, nel giorno della festa, in un clima di silenzio e preghiera, la Basilica di santa Chiara, la sua tomba e i confessionali in cui si alternavano per le confessioni i frati minori del Santuario.

La lunga giornata è stata scandita dalle celebrazioni in Basilica, in particolare la Concelebrazione solenne presieduta da Sua Em. Card. Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei santi e allietata dai canti eseguiti dai “Cantori di Assisi”. Alla Celebrazione hanno preso parte, oltre al Vescovo di Assisi e al Ministro provinciale, p. Claudio Durighetto, anche le Autorità civili della città.

Il pomeriggio invece ha avuto il suo culmine nella Solenne Celebrazione eucarsitica e nei Vespri solenni presieduti da p. Claudio Durighetto, Ministro provinciale dei Frati minori dell’Umbria e Sardegna.

Nella sua omelia, p. Claudio ha riletto la vita e l’esperienza di Chiara alla luce delle letture della liturgia, mettendone in evidenza alcuni aspetti fondanti l’esperienza religiosa.“Il profeta Osea ci ricorda – ha sottolineato p. Claudio – che Chiara viveva la sua relazione con Dio in una dimensione sponsale, da Francesco aveva imparato a dire ‘mio Dio, mio tutto’, a darsi totalmente a Dio seguendo Gesù povero e crocifisso”.

In questo Chiara è davvero – ha aggiunto – “la sposa dello Spirito Santo”, docile all’azione di Dio, entrata nello spazio circoscritto di San Damiano e nella limitazione delle relazioni per approfondire la relazione fondamentale, quella con Dio.

Dal Salmo 44 impariamo che la vocazione di Chiara è modellata su quella della Vergine Maria, che il carisma clariano è essenzialmente un carisma mariano. Maria è infatti all’inizio della vocazione di Chiara quando le suggeriva quello che Gesù le indicava, “dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre”, come ha fatto quella notte della domenica delle Palme nel 1211 quando fuggì di casa per raggiungere Francesco in Porziuncola. “Chiara, icona della Vergine, insegna anche a noi la via di Maria, via ecclesiale, di umiltà, di fedeltà, di meditazione e di contemplazione”.

Dal Vangelo impariamo che la grandezza di Chiara sta nella sua santità, che il suo cammino inizia dalla conoscenza dell’amore di Dio, da cui si sente profondamente amata e “rimane” incrollabilmente in questo amore, anche durante i lunghi anni della malattia. 

“Chiara – ha concluso il Ministro – è un tralcio di vite feconda che porta molto frutto. Dio le dona, nelle tante Sorelle che continuano a tenere vivo il carisma nella chiesa, una posterità numerosa come le stelle del cielo”.

Chiara ci insegni a non fermarci alle apparenze ma ad andare in profondità nelle cose, a fare del bene la dove siamo chiamati e a vivere ed operare con la forza della grazia del Signore Gesù Cristo. 



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