venerdì, 21 gennaio 2022
VENERDÌ della II sett. del T.O. S. AGNESE, vergine e martire – MEMORIA (rosso)
Festa del Cantico 2017 a San Damiano 25 Set 2017

Il Cantico della creazione e della redenzione

“Liturgia fa rima con…”: con che cosa? Sabato sera, nel chiostro di San Damiano, liturgia ha fatto rima con poesia: così ha concluso la sua breve, acuta introduzione fr. Alessandro Brustenghi, prima di dare inizio, coll’attrice Isabella Giovagnoni, al loro spettacolo.

Liturgia: fr. Alessandro, voce e pianoforte, interpreta canti liturgici del repertorio popolare e d’autore, appartenenti ai diversi tempi dell’anno liturgico: Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua, Maria e i Santi.

Poesia: la Giovagnoni recita brani poetici ispirati ai corrispondenti personaggi ed eventi della storia della salvezza, passando dalle effusioni del pietismo secentesco alla ricercata semplicità della filastrocca di Novaro, dalle folgoranti intuizioni di Alda Merini alle profondità mistiche di Thomas Merton e David Maria Turoldo.

Spettacolo: nel senso etimologico, dal latino spectare, “guardare con attenzione”: spettacolo è ciò che per la sua bellezza attrae lo sguardo e l’attenzione, invitando alla contemplazione. E in effetti, la sapiente alternanza di canto e poesia ha rappresentato al cuore e alla mente degli spettatori quegli eventi di salvezza che la liturgia ci ripresenta lungo l’anno liturgico.

Si è realizzato così l’auspicio espresso all’inizio della serata da p. Massimo Reschiglian, Guardiano della fraternità di San Damiano: che la musica possa toccare e sciogliere i cuori, muovendoli a conversione e riconciliazione, oggi come ai tempi di san Francesco, che «voleva che dapprima uno di essi [frati, n.d.r.], capace di predicare, rivolgesse al popolo un sermone, finito il quale tutti insieme cantassero le Laudi  del Signore, come giullari di Dio. Quando fossero terminate le Laudi, il predicatore doveva dire al popolo: “Noi siamo i giullari del Signore e la ricompensa che desideriamo da voi è questa: che viviate nella vera penitenza”».

Un’idea originale; un programma ben articolato; il talento degli artisti, e la loro perfetta intesa; la privilegiata ambientazione notturna nel chiostro di San Damiano: difficile immaginare qualcosa di meno di un successo. A confermarlo, il lungo e intenso, sincero e convinto applauso con cui lo spettacolo si è concluso. Non poteva mancare, a questo punto, un richiestissimo bis: e così, come lo scorso anno, fr. Alessandro ha intonato il Cantico delle creature sulla melodia che lui stesso ha “ricostruito” sulle fonti musicali coeve; e, invitandoci a cantare con lui il ritornello “Altissimo, onnipotente, bon Signore”, è di nuovo riuscito a coinvolgerci tutti nello spirito di lode e ringraziamento del Poverello, che esortava: “Laudate e benedicete mi’ Signore e rengraziate e serviateli cum grande humilitate”.

La Festa del Cantico ha avuto il suo culmine nella Celebrazione eucaristica – dopo diversi anni nuovamente celebrata nel chiostro al Santuario – presieduta da p. Claudio Durighetto, Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria. Dopo una breve introduzione sulla piazzetta del Santuario, il presidente e tutti i fedeli, sulle note del Cantico delle Creature, si sono avviati processionalmente verso il Chiostro di Santa Chiara dove è proseguita la Celebrazione.

Durante l’omelia, p. Claudio ha ricordato che “il Cantico è il frutto della consapevolezza matura di Francesco che Dio è presente, è vicino alla sua sofferenza, che questa non è senza senso ma è abitata da Dio”. “Il Cantico – ha aggiunto – canta al contempo la creazione e la redenzione, Dio in tutte le cose e il Signore Gesù, ‘bello, radiante e forte’”.

La Festa del Canto, è tradizionalmente anche una festa che coinvolge il “vicinato” di S. Damiano che con generosità offre a Dio, in ceste in vimini minuziosamente addobbate, i deliziosi frutti della “madre terra”.



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