venerdì, 21 gennaio 2022
VENERDÌ della II sett. del T.O. S. AGNESE, vergine e martire – MEMORIA (rosso)
54° Edizione della festa del Cantico a San Damiano e nuova Cartella del Cantico 17 Set 2018

Tu sei il mio tesoro!

Francesco soggiornò a San Damiano per cinquanta giorni e più. Non essendo in grado di sopportare di giorno la luce naturale, né durante la notte il chiarore del fuoco, stava sempre nell’oscurità in casa e nella cella. Non solo, ma soffriva notte e giorno così atroce dolore agli occhi, che quasi non poteva riposare e dormire, e ciò accresceva e peggiorava queste e le altre sue infermità (FF 1591).   

Con queste parole la Compilatio assisiensis introduce il racconto della genesi della più celebre delle preghiere di san Francesco, il Cantico delle creature: una lode scaturita dal cuore di un uomo duramente provato nel corpo e nello spirito, malato prossimo alla morte, che riceve in dono da Dio la certezza della vita eterna: non solo la vita dell’aldilà, ma una vita che già nell’aldiquà si sperimenta più forte della sofferenza e della morte, perchè innestata nel Risorto.

Le parole della Compilatio sono riecheggiate stamane nella piazzetta del santuario di San Damiano all’inizio della celebrazione eucaristica presieduta dal Guardiano, p. Massimo Reschiglian, in occasione della 54° edizione della Festa del Cantico. Eucaristia infatti significa “ringraziamento”: il rendimento di grazie di Cristo al Padre nel momento supremo dell’Ultima cena; il rendimento di grazie della Chiesa unito a quello di Cristo in ogni celebrazione eucaristica, in Lui, per Lui e con Lui; il rendimento di grazie di Francesco nel Cantico, e oggi il nostro.

Qual è il segreto di questa lode, che non si estingue dinanzi allo scorrere dei giorni, all’incombere della morte? Il Vangelo della XXIV domenica del tempo ordinario ci indirizza ad una risposta facendo risuonare la domanda di Gesù: “Ma voi, chi dite che io sia?”. È la domanda – ha osservato p. Massimo nella vibrante omelia – della fidanzata al fidanzato, della sposa allo sposo, dell’amico all’amico: “Chi sono io per te?”. La fede cristiana non è un insieme di dottrine: è rispondere a questa domanda mettendo Gesù al centro del cuore; è amare Lui e i fratelli, concretamente, perchè “la fede se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta” (Gc 2,17); è amare non “a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3,18); è amare oltre la convenienza, “fino alla fine”.

Francesco aveva messo Gesù al centro del suo cuore, e alla domanda di Gesù – Chi dite che io sia? – risponderebbe, come alla Verna, nelle Lodi di Dio Altissimo: “Tu sei nostra ricchezza a sufficienza”. Tu sei il mio tesoro! E se sul monte delle stimmate la sua preghiera fluiva come un puro, intimo, dolcissimo inebriarsi dell’Amato, quasi un balbettio (Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie. Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo...), a San Damiano erompe in una grandiosa sinfonia di creature che il Poverello dirige alla lode dell’Altissimo, onnipotente, bon Signore. La storia, ahimè, ci ha rubato la melodia originale composta dal Santo, ma oggi abbiamo potuto riassaporare il vigore espressivo del connubio tra parola e canto grazie all’apprezzatissima esecuzione della corale Porziuncola, diretta da p. M. Verde coll’accompagnamento organistico del M° Biagio Quaglino.

Il fascino di questa esperienza di Dio, della sua misericordia, della sua bellezza, continua ad attrarre molti uomini del nostro tempo. Forse anche per questo è stata così consistente la partecipazione alla celebrazione, ed è stato così bello il tradizionale gesto di offerta dei doni della terra, che ha arricchito la processione offertoriale grazie alla generosa amicizia del nostro vicinato. Un fascino che continua a diventare anche ispirazione per l’arte: a testimoniarlo, presso la nostra Galleria, l’inaugurazione di una mostra del pittore P. Casentini, che include un nuovo ciclo di tavole (dopo i precedenti del 2002 e del 2008) ispirate dal Cantico. Nell’introdurre il visitatore a queste immagini, la comunità dei frati scrive: “Sono lo stupore, la luce e la tenerezza i tratti caratteristici del Francesco cantore della creazione, che l’arte raffinata di Piero Casentini ci restituisce in queste immagini [...]. Il nostro augurio è che il tuo sguardo rivolto a queste immagini sia aperto a ricevere la luce interiore che da esse trapela, per sentire la tenerezza del cuore di Francesco per l’Altissimo, onnipotente, bon Signore, e lasciarti toccare dal suo appello a far della tua vita un dono: Laudate e benedicite mi’ Signore e rengraziate e serviateli cum grande humilitate.



Cantico delle Creature Festa del Cantico Galleria Massimo Reschiglian Mostra Piero Casentini San Damiano

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