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Presso la Porziuncola 30 Lug 2012

Seconda serata del Triduo del Perdono

Con la meditazione di fr Fabio Maria Spiller, dei Frati Minori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, posta all'interno della preghiera di Compieta, è proseguito questa sera il Triduo in preparazione alla Solennità del Perdono del 2 agosto.

Fr Fabio ci sta conducendo verso un pieno riconoscimento del nostro volto di figli attraverso la Parola ed il simbolo dello specchio, ieri offuscato come l'immagine errata che il figlio della parabola ha di se e del padre quando chiede la sua parte di eredità per andar via, oggi limpido e chiaro come l'identità di figlio che il padre gli riconferma al suo ritorno.

Oltre a riproporre la meditazione di ieri sera, a quanti non avessero modo di vivere con noi a Santa Maria degli Angeli le celebrazioni inerenti la Solennità del Perdono, si offre la possibilità di seguire i vari momenti attraverso la nostra Web TV.

Letture proposte

Lc 15, 20b-24:

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». Ma il padre disse ai servi: «Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». E cominciarono a far festa.

 

Dalla Leggenda Maggiore di San Bonaventura (FF 1043):

Quel padre carnale cercava, poi, di indurre quel figlio della grazia, ormai spogliato del denaro, a presentarsi davanti al vescovo della città, per fargli rinunciare, nelle mani di lui, all'eredità paterna e restituire tutto ciò che aveva .Il vero amatore della povertà accettò prontamente questa proposta. Giunto alla presenza del vescovo, non sopporta indugi o esitazioni; non aspetta né fa parole; ma, immediatamente, depone tutti i vestiti e li restituisce al padre. Si scoprì allora che l'uomo di Dio, sotto le vesti delicate, portava sulle carni un cilicio. Poi, inebriato da un ammirabile fervore di spirito, depose anche le mutande e si denudò totalmente davanti a tutti dicendo al padre: “Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d'ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro, che sei nei cieli, perché in Lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza”.



Basilica di Santa Maria degli Angeli Fabio Maria Spiller Friuli Venezia Giulia Perdono di Assisi Triduo

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