venerdì, 21 gennaio 2022
VENERDÌ della II sett. del T.O. S. AGNESE, vergine e martire – MEMORIA (rosso)
Francesco e l’accoglienza amorevole verso tutti 28 Lug 2021

Un cuore pieno di compassione

È la qualità più notevole di san Francesco: il suo sentire sempre aperto alla compassione e al servizio degli altri; la sua sincera preoccupazione per la gioia ed il successo di tutti; la cortesia del suo tratto, conseguenza dell’affetto con il quale si avvicinava ad ogni mortale; il suo modo delicato ed attraente nelle relazioni con i più disgraziati; il suo interesse per tutti; la sua sensibilità nel far diventare suoi gli interessi e le preoccupazioni degli altri. Ed è questa tenerezza che raccomanda ai suoi frati: “E chiunque venga a voi: amico o nemico, ladrone o bandito, sia accolto benignamente”, raccomandazione che rivela l’uomo umanissimo e il suo amore per l’uomo.

Uomo con un cuore bisognoso di amore e di comprensione, a misura che la sua vita avanza, sentirà sempre più il bisogno della pienezza di Dio nella sua anima. Uomo che sente tristezza e paura, specialmente quando lo assale una furiosa legione di demoni.

Uomo dalla forte sensualità, che dominerà con squisito affetto per i buoni sentimenti e con una mortificazione che conosce i colpi di flagello e le punture delle spine dei rosai, il gelo implacabile della neve, nella quale si rotolerà coraggiosamente.

Uomo che sente la fame e la sete e che le dominerà fino all’inverosimile, ma per l’esigenza di un grande ideale di rinuncia a tutto quello che frena il suo itinerario verso Dio. Uomo che sente vergogna e che la combatterà chiedendo l’elemosina, vestendo in modo da essere disprezzato dalla gente. Desidererà far diventare “il suo volto durissimo” ricordando le umiliazioni sopportate da Gesù.

Uomo amico della pace, del riposo nella solitudine, perché il commercio con gli uomini, malgrado la sua buona volontà, gli causava sofferenza. Uomo che comprende la situazione di disagio dei poveri e dei miserabili e, per questo, preferisce la loro compagnia per generare in loro fiducia nell’umanità, gusto per la vita e speranza di un futuro migliore. Uomo assetato di applausi, che li disdegna obbligando i suoi più intimi ad insultarlo, dicendo loro che è un essere inutile, un disgraziato, la scoria del mondo, affinché, ascoltando questi insulti, vinca la sua vanità e la annienti.

Uomo mansueto con una grande preoccupazione – e così è quella dei suoi seguaci – che non discutano appassionatamente, non giudichino gli altri, non disprezzino il prossimo, non mormorino contro gli assenti, servano senza chiedere denaro né ricompensa. Uomo radicale, con tutti i difetti e le virtù iniziali dell’uomo medio, con tutte le conoscenze però dell’uomo, delle sue tendenze, dei suoi timori, dei suoi desideri.



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