lunedì, 23 maggio 2022
Video degli interventi alla Giornata in ricordo di p. Bernardino de Vita 01 Set 2019

Una parola di Dio nascosta nella croce della sofferenza

Nella giornata di ieri, nel refettorietto del convento di santa Maria degli Angeli, ci si è ritrovati per ricordare con gioia la vita di padre Bernardino Maria de Vita, frate minore e sacerdote, passato da questa vita al cielo ormai 13 anni fa.

Padre Claudio Durighetto, ministro provinciale dei frati minori dell’Umbria, ha salutato tutti i presenti introducendo l’incontro riportando alla memoria alcuni ricordi legati a padre Bernardino e ha lasciato poi la parola a padre Gianpaolo Masotti, maestro dei professi temporanei della provincia.

Entrambi i frati hanno avuto modo di conoscere il padre confessore, originario della Calabria, e di apprezzarne le qualità umane e i modi onesti e gentili nel confessare.

Padre Gianpaolo ha posto l’attenzione sull’importanza che il nome delle persone aveva in alcune culture del passato e, prendendo spunto da ciò, ha riletto i nomi ed il cognome di padre Bernardino Maria de Vita (al secolo Antonio) vedendo in essi un chiaro rimando ai due grandi santi frati del passato e all’amore che aveva per la Vergine Maria. Nel cognome, invece, ha giocato, per così dire, con le iniziali per proporre una lettura della vita del padre confessore.

“De Vita”, e quindi “D” come “devozione” che padre Bernardino aveva verso la Trinità, i santi e la Vergine Maria che si traduceva in preghiera semplice e fedele su cui fondare tutta la sua vita. “E” come “essenzialità”, delle abitudini, della vita e degli atteggiamenti. “V” a dire “vicinanza” ad ogni uomo che incontrava, attraverso il ministero che lo ha caratterizzato, la confessione. Sempre disponibile in ogni momento ed in ogni dove. “I” come “ironia” intesa come quella gioia sana e liberante che il cristiano ha dall’essere amico del Signore Gesù e dal prendere le fatiche della vita con speranza e positività. “T” ad indicare le “tribolazioni” che padre Bernardino ha vissuto, sia fisiche, la sua quasi cecità che lo ha accompagnato per lunghi anni, sia spirituali, lotte, dubbi, tentazioni. Ed infine “A” come “amabilità”, la dote forse più ricordata da tutti derivante dal sorridere sempre e avere una buona parola per ognuno.

Dopo un breve saluto del sindaco di Assisi, la dottoressa Stefania Proietti, che ha sottolineato come la bellezza spirituale della Città di Assisi è costantemente arricchita dalla vita di persone “belle” come padre Bernardino, l’incontro ha lasciato spazio all’intervento di padre Andrea dall’Amico, professore di liturgia all’Istituto Teologico di Assisi, e frate minore che per anni si è confessato da padre De Vita. Padre Andrea, partendo dal rito della celebrazione del sacramento della riconciliazione, ci ha mostrato sapientemente e con efficacia, come padre Bernardino non abbia fatto null’altro che rendere presente la persona di Gesù qui ed oggi, rendendoci persone non meno “fortunate” di coloro che hanno potuto incontrarLo fisicamente. I sacramenti sono quindi segno visibile di Gesù in questo mondo e i sacerdoti hanno questo mirabile ed arduo compito, di mostrare il volto misericordioso del Padre attraverso il loro ministero.

Il rituale descrive l’atteggiamento umano e spirituale del penitente e del confessore: accoglienza, invito alla fiducia in Dio, ascolto della Parola, contrizione e confessione dei peccati, desiderio di una vita rinnovata in Cristo. Tutte caratteristiche che trasparivano dalla vita di padre Bernardino trascorsa nel confessionale, uno strumento umile, ma potente nella salde mani di Dio per incontrare gli uomini feriti dal peccato.

Il pomeriggio si è poi concluso con la celebrazione eucaristica nella basilica papale di santa Maria degli Angeli, presieduta dal padre provinciale. Il vangelo di Luca (Lc 14, 1.7-14) che narra la parabola degli invitati a nozze che cercano i primi posti, ha dato spunto a padre Claudio per mostrare ancora una volta come siamo chiamati ad essere come Gesù, mite ed umile di cuore, che si è fatto ultimo tra gli ultimi per salvare tutti. Così come ha cercato di vivere padre Bernardino spendendosi fino alla fine nel suo servizio con umiltà e disponibilità, senza mai voler apparire, ma indicando sempre Gesù.



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