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40 anni dopo la Seraphicus Patriarcha 20 Ott 2017

Vivere il carisma francescano nel mondo di oggi

Riportiamo il terzo e ultimo contributo, realizzato da fra Alfred Parambakathu OFMConv per Koinonia, circa il carisma francescano nell’Ordine Francescano Secolare a 40 anni dalla Lettera Apostolica Seraphicus Patriarcha di Paolo VI. Dopo aver indagato per una maggior comprensione della vita di fraternità a partire dalle biografie di Francesco d’Assisi e dagli Scritti, il presente studio fonda sulla Regola e le Costituzioni dell’OFS.

La nuova Regola dei Francescani Secolari ha incorporato lo spirito di san Francesco sulla fraternità. Infatti Francesco usa una sola volta la parola “Ordine” (Ordo) nei suoi scritti, mentre descrive la sua fondazione preferendo i termini religiosi – applicati a qualsiasi movimento religioso – e soprattutto “fraternitas” o “vita” [A. Vauchez, Francesco di Assisi, 297]. Nella Regola del 1978 appare la parola “fraternità” 13 volte e l’aggettivo “fraterno” appare 4 volte. Allo stesso modo la parola “famiglia” appare 6 volte e la parola “comunità” appare 6 volte. Ma la parola “Ordine”, sembra, solo cinque volte [“Fraternità” appare negli Art. 2 (2 volte), 20(2), 22, 23(2), 24, 25(3), 26; “famiglia” negli Art. 1(2), 2, 9, 11, 17; “fraternale” negli Art. 14, 1, 23, 26; “comunità” negli Art. 13, 16, 21, 22, 23, 24 e “Ordine” negli Art. 2, 20, 22, 23(2)]. Così l’orientamento della Regola diventa chiaro.

L’obiettivo assoluto di un francescano secolare, è imitare Francesco, il quale del Cristo fece l’ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini (Regola 4). Così Cristo diviene il centro dei nostri rapporti con Dio e con l’uomo. Le relazioni con i fratelli e le sorelle ricoprono un posto primario nella vita di un francescano secolare, nell’incontro con la persona del Cristo. La priorità non è casuale: «I francescani secolari, quindi, ricerchino la persona vivente e operante di Cristo nei fratelli, nella Sacra Scrittura, nella Chiesa e nell’attività liturgica» (Regola 5). Quindi, innanzitutto, è nei rapporti fraterni che un francescano secolare deve incontrare Cristo. E tanto più «la spiritualità del francescano secolare è un progetto di vita incentrato sulla persona di Cristo e sulla sua sequela ...» (CCGG 9, 1). A meno che non siano in grado di vedere «tutte le persone come un dono del Signore e un’immagine di Cristo» (cfr. CCGG 13).

Perché soffriamo così tanto a vivere nell’unità fraterna? Nonostante tutti gli insegnamenti e gli esempi del passato, se i secolari hanno ancora difficoltà a vivere in una vera Fraternità, ciò è dovuto alla mancanza di libertà interiore che viene dalla purezza del cuore. La Regola dice: «Testimoni nei beni futuri e impegnati nella vocazione abbracciata all’acquisto della purità di cuore, si renderanno così liberi all’amore di Dio e dei fratelli» (12). Così la purezza del cuore o il «radicale mutamento interiore» (Regola 7) che dà la libertà interiore ad amarsi l’un l’altro. Le Costituzioni considerano la purezza del cuore come «fonte di vera fraternità» (CCGG 15, 4). La “pace” più desiderata può essere portata solo attraverso «la riconciliazione e l’amore fraterno» (CCGG 23,1).

I Francescani secolari sono «chiamati a costruire un mondo più fraterno ed evangelico ...» (Regola 14). Vivere nella comunione fraterna fa parte della loro vocazione. Questo fatto è sottolineato dalle Costituzioni generali, dove si dice: «La vocazione all’OFS è vocazione a vivere il Vangelo in comunione fraterna» (CCGG 3, 3). Cercando di costruire la fraternità tra tutti i popoli (cfr. CCGG 18, 3) e con tutte le creature (cfr. CCGG 12, 1), vuol dire che la Fraternità è al centro della loro vocazione. Soprattutto è la loro «unione di vita» con le altre Fraternità dell’Ordine francescano (cfr. CCGG 1).

Come il loro padre e fondatore san Francesco, incontreranno naturalmente le difficoltà a vivere insieme come una Fraternità. Come abbiamo sottolineato sopra, nello stesso modo del Santo, dobbiamo scoprire in «Cristo, povero e crocifisso», «il valore delle contraddizioni per la giustizia e il significato delle difficoltà e delle croci della vita quotidiana» (cfr. CCGG 10).

Francesco non ha dato al mondo una nuova dottrina; né ha proposto una nuova interpretazione teologica. La sua vita, tuttavia, genera una luce e una forza di rinnovamento che restano ancora da realizzare. Questa luce e questa forza provengono dal ritorno al Vangelo, che genera il movimento della vita fraterna. Francesco vuole dire che Dio inizia a nascere dove parte un’autentica fraternità umana. Uomini e donne di oggi sono in cerca di rapporti autentici, come si trovano in san Francesco. La sfida più grande di un francescano, oggi è quella di vivere in Fraternità. Chi non è fraterno non è un francescano.



Alfred Parambakathu Costituzioni Fraternità OFS Regola San Paolo VI

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