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La misericordia divina in Origene 06 Lug 2018

Niente è più dolce che il Padre di misericordia - 1^ parte

In questo primo articolo su Origene, verrà presentata una panoramica generale della sua vita e un inquadramento che certamente contribuirà la comprensione della seconda parte.

Se Agostino si impone nel panorama cristiano e non, per la sua fama e la sua singolare vicenda storica e spirituale, c’è un altro “gigante”, anteriore a lui, che con il suo amore per la Sacra Scrittura e il suo autorevole insegnamento ha scritto pagine memorabili della fede cristiana.

Si tratta di Origene (185-254 ca.), nato ad Alessandria d’Egitto, in una famiglia di battezzati ferventi (il padre Leonida, maestro di scuola, assieme allo studio delle tradizionali discipline scolastiche iniziò il figlio anche allo studio della Scrittura): fu incaricato sin da giovane dal vescovo Demetrio a guidare la scuola per catecumeni (didaskaléion); questa da subito venne molto frequentata al punto da dover dividere il corso in due, per principianti e per “progrediti”.

A metà della vita
Intorno ai quarantacinque anni, Origene divenne presbitero a Cesarea di Palestina, per mano dei vescovi di quella regione e non del vescovo Demetrio il quale, sentitosi in qualche modo “tradito”, lo sospese dall’insegnamento e lo costrinse a lasciare Alessandria.

Accolto dal vescovo Teoctisto, che lo aveva ordinato presbitero, l’Adamantius (così anche chiamato perché Origene era un uomo dal temperamento “resistente come l’acciaio”), si stabilì a Cesarea di Palestina ove eresse una scuola simile a quella alessandrina, aiutato dal suo amico e mecenate Ambrogio che si era convertito dallo gnosticismo.

Proprio a Cesarea trascorse il resto della sua vita, insegnando e predicando sistematicamente in frequenti riunioni ecclesiali, a ciò specificamente dedicate, attorno alla Parola di Dio che per lui era nutrimento e vita. Filologo sopraffino e biblista esperto, sulla scia della sua formazione filosofica di stampo platonico, affermava l’ispirazione divina della Sacra Scrittura (infatti tutta «la legge è spirituale», Rom. 7,14), per cui gli autori vetero – e neotestamentari erano stati istruiti dal Logos stesso. Traducendo in parole l’esperienza ispiratrice vissuta, essi l’hanno – per così dire – racchiusa dentro l’involucro della lettera che, pur importante, tuttavia non esaurisce il senso profondo (sensus reconditus) delle pagine bibliche, da indagare o scavando al di sotto della lettera stessa (léxis) o innalzandosi al di sopra di essa (anagoghé), al fine di scorgerne il contenuto fondamentale: Cristo. Per Origene, infatti, la Scrittura rappresenta «la perenne incarnazione del Logos» (Gögler) e il lettore o l’ascoltatore devono essere aiutati a coglierla traendone per sé e la propria anima, una spirituale “utilità” (ophéleia).

Dall’approfondimento della Sacra Scrittura deriva la competenza teologica dell’Adamantius, confluita massimamente nella sua opera teologica più celebre, il De principiis, in cui raccoglie la sua dottrina trinitaria, quella sull’ispirazione biblica e i suoi criteri antropologico-esegetici.

In PAROLADEI PADRI, a cura di Graziano Maria Malgeri
dal n. 1/2018 della Rivista Porziuncola



Catechesi Graziano Malgeri Misericordia Rivista Porziuncola

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