VI DOMENICA DI PASQUA (bianco)
domenica, 26 maggio 2019
Dal Santuario della Spogliazione alla Tomba di Francesco 11 Dic 2017

Pellegrinaggio e preghiera per la Terra Santa

Dalla città della pace, e in particolare dal Santuario della Spogliazione, parte l’appello e la preghiera per la Terra Santa. Sui passi del Salmo 122: «Chiedete pace per Gerusalemme» il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, unitamente al custode del Sacro convento padre Mauro Gambetti, al ministro Provinciale dei frati minori della Provincia Serafica padre Claudio Durighetto, al ministro Provinciale della Provincia Serafica dei Frati Minori Cappuccini padre Matteo Siro, al ministro provinciale del Terz’Ordine Regolare padre Angelo Gentile invita tutti a partecipare al momento di preghiera in programma domenica 17 dicembre a partire dalle ore 15,30 al Santuario della Spogliazione.

Qui sarà accesa una fiammella, simbolo di pace, che sarà portata in pellegrinaggio fino alla Tomba di San Francesco, per chiedere la sua intercessione e ispirarsi alla sua testimonianza. L’invito a unirsi in preghiera del vescovo e dei francescani è rivolto a tutti: ai rappresentanti delle istituzioni per il ruolo che ricoprono, agli ordini religiosi, al mondo dell’associazionismo e agli uomini di buona volontà che condividono la speciale vocazione di Assisi quale città della pace e per la pace.

«Il processo di pace in Terra Santa – osserva il vescovo – registra un altro momento di grave tensione. Sappiamo quanto sia complessa la situazione. Ci auguriamo venga accolto l’invito del Santo Padre a non toccare un equilibrio tanto fragile con iniziative politiche unilaterali, che rischiano di scatenare l’urto dei contrapposti interessi, provocando il riaccendersi della spirale di odio e violenza. Da questa Città di Assisi, dove ottocento anni fa Francesco comprese il segreto evangelico della pace, “disarmandosi” fino alla nudità, per imitare la spogliazione di Gesù e farsi paladino di fraternità universale, guardiamo con apprensione a Gerusalemme, a diverso titolo cara ad ebrei, cristiani e musulmani.

Riteniamo che la vocazione di questa singolare Città non possa che essere la pace, costruita nel dialogo tra le tre grandi religioni abramitiche, come laboratorio di un dialogo ancor più universale tra tutte le religioni e culture. Assisi è in particolare gemellata con Betlemme, che in occasione del prossimo Natale torna per noi cristiani al centro dell’attenzione. Guardiamo con amore ai fratelli cristiani palestinesi che, nella terra di Gesù, costituiscono la comunità vivente della Chiesa. Ci sentiamo uniti a tutti gli altri cristiani delle diverse denominazioni, che con noi condividono l’attaccamento ai luoghi santi.

Con questi luoghi – continua monsignor Sorrentino – sentiamo un rapporto speciale, anche per il fatto che ottocento anni fa san Francesco inviò dalla Porziuncola i primi frati, con una missione di servizio, di testimonianza e di pace, che si è poi concretizzata nella Custodia di Terra Santa. Guardiamo con amore anche ai nostri fratelli ebrei. Abbiamo scelto di inviare questo messaggio dal Santuario della Spogliazione, presso il vescovado, dove non solo si rievoca il gesto profetico di Francesco, ma si ricorda anche l’amore che un pastore di questa Chiesa, mons. Giuseppe Placido Nicolini, insieme ad altri esponenti assisani, religiosi e laici, espresse a centinaia di fratelli ebrei perseguitati dalla follia nazi-fascista, meritando il riconoscimento di “Giusto tra le nazioni”.

Guardiamo con lo stesso amore anche ai nostri fratelli islamici di Palestina, che sentono Gerusalemme come luogo santo. Verso di essi, e verso tutti i credenti di fede islamica, Assisi ha uno speciale riguardo, sulle orme della testimonianza offerta da san Francesco nel suo celebre dialogo con il Sultano Malik al-Kamil. Da quando san Giovanni Paolo II, il 27 ottobre 1986, scelse questa città come punto di incontro dei credenti di tutte le religioni, uniti dal comune impegno di preghiera per la pace – conclude il vescovo di Assisi - sentiamo la responsabilità di testimoniare lo “spirito di Assisi” nei confronti delle più diverse situazioni di violenza e di sofferenza del mondo».  



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