VENERDÌ della XXXII sett. del T.O. FERIA (verde)
venerdì, 16 novembre 2018
Settenario in preparazione al Natale 2016 alla Porziuncola 23 Dic 2016

Per noi uomini e per la nostra salvezza

“Per noi uomini e per la nostra salvezza”: questo il titolo scelto per prepararci alla solennità del Natale del nostro Signore Gesù Cristo, Verbo di Dio fattosi uomo – appunto – per realizzare il piano nato nel cuore di Dio per salvare l’uomo, la sua creatura non più capace di credere, di ricevere e di donare amore.

Il Settenario, che si è tenuto nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, quest’anno è stato inserito all’interno della celebrazione dei Vespri, ed è stato guidato a più voci: dai quattro diaconi attualmente residenti al Convento Porziuncola (p. Edoardo Sturaro, p. Rosario Vaccaro, p. Massimo Siciliano e p. Francesco Pio Russi) e da tre altri frati (p. Maurizio Verde, p. Massimo Lelli e p. Stefano Orsi).

Le meditazioni proposte, legate dal tema indicato, sono state sviluppate a partire dalle cosiddette Antifone “O” o “maggiori”, ovvero le antifone al Magnificat che la Chiesa ci offre nell’ultima settimana che precede il Natale per aiutarci a contemplare il mistero dell’Incarnazione e della nostra salvezza.

P. Maurizio Verde ha iniziato, il 17 dicembre, il ciclo di meditazioni del Settenario con l’antifona “O Sapientia”. La sua riflessione ha mostrato la Sapienza sempre presente al fianco di Dio: il mezzo e la modalità con cui lo stesso mondo è stato creato, il mezzo e il modo attraverso cui la salvezza è offerta al mondo intero. La risposta di Dio al peccato dell’uomo, disobbedienza e sfiducia attraverso cui è ferito e rifiutato l’amore di Dio, sta in una sovrabbondanza di amore che si manifesta massimamente nella “sapienza della croce”: scandalo e stoltezza per molti, ma salvezza per quanti credono.

Il 18 dicembre con p. Edoardo Sturaro, che ha commentato l’antifona “O Adonai”, siamo stati riportati nel Libro dell’Esodo. Adonai è il titolo con cui il Popolo chiama Dio che entra nella storia dell’uomo per farne storia di salvezza. Dio salva il Popolo dalla schiavitù dell’Egitto con segni e prodigi, per condurlo in una terra dove scorre latte e miele donando la sua Parola. Il braccio potente di Dio continua ad operare e si concretizza nel braccio di un Bambino teso verso il volto della mamma, braccia che laveranno i piedi e infine distese sulla croce: è così che Dio realizza la salvezza di noi tutti.

P. Rosario Vaccaro, commentando il 19 dicembre l’antifona “O Radix Jesse”, si è chiesto – e ci ha chiesto – che senso avesse ancora l’invocazione “vieni Signore Gesù”, che tante volte ci fa ripetere il Tempo di Avvento, in un tempo in cui la tecnica ed il sapere sono così avanzati da far presumere all’uomo di essere artefice del proprio destino … Eppure, ha osservato p. Rosario, si muore ancora di fame, di malattia e povertà, ci sono ancora vittime di guerre, del terrorismo e di ogni genere di violenza. Rischiamo di essere come l’acqua con l’olio: insieme senza mai mescolarsi. Davanti a questa realtà sentiamo di dover ripetere quell’invocazione di Cristo, radice e vessillo, nascosto eppure posto in alto. Figlio di Dio, eppure radicato nel suo popolo. Messia atteso, eppure come vessillo innalzato nel mistero pasquale. Il Natale è la risposta di Dio che ha già ascoltato la nostra invocazione: è già venuto a liberarci.

Il 20 dicembre p. Massimo Siciliano commentando l’antifona “O Clavis David” ha sottolineato il potere evocato dall’immagine delle chiavi, che aprono e chiudono, ma un potere che è servizio perché in grado di liberare dal carcere e dal buio della notte, e di custodire, di prendersi cura. Gesù libera amando e prendendo il posto di chi era condannato. Noi siamo in attesa del ritorno glorioso del Signore Gesù. In Lui l’evento di salvezza si è già compiuto, e attende ora di realizzarsi nella vita di ciascuno.

O Oriens” è l’antifona del 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno. Nel giorno “più corto dell’anno” la Chiesa invoca il Signore come sole nascente, ha fatto notare p. Massimo Lelli, la luce nel nuovo giorno che allontana le tenebre del male. Il Natale, che sostituì la festa pagana del dio Sole, annuncia che con la nascita di Cristo è spuntata la vera Luce che illumina il mondo. Sole di giustizia annunciato dai profeti, Cristo dirige i nostri passi sulla via della Pace e dell’Amore adempiendo la giustizia divina con l’offerta di se stesso. Interessante l’accostamento, mostrato nell’immagine a lato, della Natività alla celebrazione del sacrificio eucaristico.

Il settenario è proseguito il 22 dicembre con p. Stefano Orsi che, commentando l’antifona “O Rex Gentium”, ha esortato a saper stare nell’attesa paziente e operosa – come l’Avvento ci insegna – del Signore risorto che verrà alla fine dei tempi e già celebrato nel mistero dell’Incarnazione. Tra queste due venute c’è la storia di ognuno di noi, ha proseguito p. Stefano, la storia della Chiesa e la storia di tutta l’umanità. Camminando in questa storia invochiamo il Re Messia atteso da tutti i popoli, e in cui tutti vengono riuniti in un solo popolo: in Cristo Dio offre all’uomo, formato dalla terra, la possibilità di una vita di eterna comunione con Lui, gioia senza fine.

Il 23 dicembre con l’antifona “O Emmanuel”, Dio con noi, si completa il cammino di preparazione al Natale e, insieme, quella frase “ero cras” composta dalle iniziali delle sette antifone meditate. Non un semplice gioco linguistico, ma la risposta di Dio a tutte le invocazioni che abbiamo rivolto a Lui in questi giorni: “domani ci sarò, domani sarò con te è la risposta di Dio alle nostre”. Così p. Francesco Pio Russi ha introdotto la sua meditazione sull’ultima antifona contenente sei titoli, presi dall’Antico e dal Nuovo Testamento per dire che tutto è compiuto in quel nascituro. L’esperienza di Dio, nella storia della salvezza, è l’esperienza di Colui che si presenta come “Io Sono” e, con quel Bambino, è uno di noi, talmente con noi da essere in noi. Dio ha tanto amato l’uomo da immergersi nella nostra povertà: questa è la risposta che Dio da alla sofferenza dell’uomo. Nel Natale siamo costretti a decidere se siamo disposti ad accettare tutto quello che avverrà con quel Bambino, fino alla Pasqua, a credere che è sempre buona e salvifica la Sua Volontà.



Antifone maggiori Edoardo Sturaro Francesco Pio Russi Massimo Lelli Massimo Siciliano Maurizio Verde Natale Rosario Vaccaro Settenario Stefano Orsi

Articoli correlati

01 Nov 2018

La festa della speranza

La festa di tutti i Santi in Porziuncola
02 Set 2018

Frammenti di Cielo

Rinnovo della professione religiosa per 11 giovani frati
17 Lug 2018

Corso estivo Cantemus Domino alla Porziuncola

Oltre 65 allievi per la VII edizione del Corso di Canto Gregoriano
18 Giu 2018

Meraviglioso concerto nella Basilica della Porziuncola per i 75 anni di Valentino Miserachs Grau

Compositore, organista e direttore di coro: ultimo esponente della grande Scuola Romana
11 Giu 2018

Concerto Corale per i 75 anni del musicista Valentino Miserachs Grau

Nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, venerdì 15 giugno alle 21
12 Nov 2018

I frati minori della Porziuncola e i “depositi di Mendicità”

Nel pomeriggio di sabato 10 novembre nei locali del santuario di Santa Maria degli Angeli si è svolto un evento che ha portato indietro di due secoli le tante persone convenute. I frati della Porziuncola e l’Accademia Properziana del Subasio hanno infatti organizzato un evento che si è concentrato sui...



  • 27 Ott 2018

    E venne un uomo...

    Restauro del San Giovanni Battista di Rodi al convento di Città di Castello