MERCOLEDÌ della XXIX sett. del T.O. FERIA (verde)
mercoledì, 24 ottobre 2018
Contemplando l’icona di San Damiano 22 Apr 2016

Signore, cosa vuoi che io faccia?

San Francesco, un giorno imprecisato dell’anno 1206 si trovava a pregare nella chiesa di San Damiano, davanti al crocifisso.

Gli anni della giovinezza gli avevano procurato gioie e sofferenze.

Aveva cantato l’amore, aveva combattuto contro Perugia e sofferto prigionia, aveva sognato d’essere cavaliere in terre lontane.

Ora si ritrovava con tanti sogni infranti, ma con ideali ancora vivi nel cuore.

Un giorno del 1226 scese da Assisi verso la chiesetta di San Damiano, che è a metà strada tra la città e la valle. In quella chiesa, davanti al crocifisso, così pregava: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”.

Sotto l’ispirazione dello Spirito di Dio cominciò a contemplare la croce; e dal suo cuore sgorgò una preghiera: “Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. Dammi fede diritta, speranza certa, umiltà profonda, carità perfetta, senno e conoscenza perché io comprenda il tuo volere”. Per il Poverello l’incontro col Cristo crocifisso fu fondamentale per la scoperta della sua vocazione. 

Contemplando l’icona di San Damiano, la nostra attenzione è attirata subito dalla figura di Cristo crocifisso, che domina l’intera superficie del dipinto non solo per la grandezza dell’immagine, ma anche per il colore brillante, in contrasto col fondo nero. Nell’iconografia dell’epoca, il colore nero significava la morte o il demonio.

Se ora ci poniamo a guardare il crocifisso notiamo che i colori dominanti usati dal pittore sono rosso e oro: ambedue indicano divinità ed eternità. Vi sono anche i colori blu e verde che riguardano il mondo ed il corso della storia umana.

Tutta l’icona ha una cornice dipinta a conchiglie, che esprimono l’aspetto soprannaturale ed eterno di quanto è dipinto all’interno. Malgrado la drammaticità della scena, si ha l’impressione che il Cristo viva e che il suo corpo risplenda del fulgore proprio di chi ha vinto la morte.

Osserviamo che sulla testa del Signore non c’è una corona di spine. Al suo posto v’è una aureola d’oro con inscritta una croce greca. “Quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti” (Eb 2, 9).



Contemplazione Crocifisso di San Damiano Discernimento Preghiera

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