SS. TRINITÀ SOLENNITÀ (bianco)
domenica, 27 maggio 2018
Contemplando l’icona di San Damiano 22 Apr 2016

Signore, cosa vuoi che io faccia?

San Francesco, un giorno imprecisato dell’anno 1206 si trovava a pregare nella chiesa di San Damiano, davanti al crocifisso.

Gli anni della giovinezza gli avevano procurato gioie e sofferenze.

Aveva cantato l’amore, aveva combattuto contro Perugia e sofferto prigionia, aveva sognato d’essere cavaliere in terre lontane.

Ora si ritrovava con tanti sogni infranti, ma con ideali ancora vivi nel cuore.

Un giorno del 1226 scese da Assisi verso la chiesetta di San Damiano, che è a metà strada tra la città e la valle. In quella chiesa, davanti al crocifisso, così pregava: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”.

Sotto l’ispirazione dello Spirito di Dio cominciò a contemplare la croce; e dal suo cuore sgorgò una preghiera: “Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. Dammi fede diritta, speranza certa, umiltà profonda, carità perfetta, senno e conoscenza perché io comprenda il tuo volere”. Per il Poverello l’incontro col Cristo crocifisso fu fondamentale per la scoperta della sua vocazione. 

Contemplando l’icona di San Damiano, la nostra attenzione è attirata subito dalla figura di Cristo crocifisso, che domina l’intera superficie del dipinto non solo per la grandezza dell’immagine, ma anche per il colore brillante, in contrasto col fondo nero. Nell’iconografia dell’epoca, il colore nero significava la morte o il demonio.

Se ora ci poniamo a guardare il crocifisso notiamo che i colori dominanti usati dal pittore sono rosso e oro: ambedue indicano divinità ed eternità. Vi sono anche i colori blu e verde che riguardano il mondo ed il corso della storia umana.

Tutta l’icona ha una cornice dipinta a conchiglie, che esprimono l’aspetto soprannaturale ed eterno di quanto è dipinto all’interno. Malgrado la drammaticità della scena, si ha l’impressione che il Cristo viva e che il suo corpo risplenda del fulgore proprio di chi ha vinto la morte.

Osserviamo che sulla testa del Signore non c’è una corona di spine. Al suo posto v’è una aureola d’oro con inscritta una croce greca. “Quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti” (Eb 2, 9).



Contemplazione Crocifisso di San Damiano Discernimento Preghiera

Articoli correlati

22 Mag 2018

Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice… ai Frati Minori oggi

Consiglio plenario dell’Ordine 2018
21 Mag 2018

4° Master di Pastorale Vocazionale alla Porziuncola

Dal primo annuncio al discernimento vocazionale
19 Mag 2018

Preghiera e digiuno per la pace e la giustizia in Terra Santa

Richiesta dal Custode di Terra Santa ed estesa dal Ministro generale a tutti i Frati
16 Mag 2018

A Gesù per Maria con san Francesco

Corso di Esercizi Spirituali alla Spineta
02 Mag 2018

Chi sono io? E Chi sei tu, Signore?

Due domande semplici, semplici… a cui Debora prova a rispondere
Leggi altre notizie dallo speciale

26 Mag 2018

Questo fanciullo sarà dei nostri

Il beato Francesco Venimbeni nacque a Fabriano nel 1251 da Compagno, medico, e da Margherita, filia quondam Federici. Era il loro primo figlio e vollero chiamarlo Francesco per devozione al Poverello d’Assisi. Durante la fanciullezza, per un voto non meglio precisato, fu portato dalla mamma in pellegrinaggio ad Assisi; in...