News > Cantate al Signore un canto nuovo

11/09/2016 18:28
Concerto di fra Alessandro con l’ensemble Libercantus


“Cantate al Signore un canto nuovo”: è, in un certo senso, quello che è successo ieri sera, nella piazzetta del santuario di San Damiano, durante il concerto di laude medievali tenuto in occasione della 52° edizione della Festa del Cantico. Quest’anno a ricondurci al Cantico delle creature è la musica; e, dopo l’avvincente presentazione dell’ultimo libro di fra Alessandro Brustenghi, Laudato si’ mi’ Signore – La melodia nascosta del Cantico delle creature (Porziuncola 2016), il programma della Festa ci ha premesso di passare “dalla teoria alla pratica”.

Nel pomeriggio, infatti, fra Alessandro e il M° Vagnetti hanno presentato l’affascinante mondo della lauda medievale, in cui va a collocarsi il “mistero” della melodia del Cantico: una melodia che le fonti storiche ci assicurano composta dallo stesso Francesco insieme col testo, ma che è vistosamente assente nel più antico manoscritto contente il Cantico. Il manoscritto 338 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi, scritto nella seconda metà del XIII secolo (dunque circa 50 anni dopo la composizione del Cantico), presenta sulle prime parole del testo (Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore, et onne benedictione) degli spazi vuoti per la notazione musicale, che purtroppo non è stata scritta. Fra Alessandro ha provato a ricostruire una melodia “verosimile”, non solo lavorando con melodie medievali (tratte dal Laudario di Cortona), ma lavorandole alla luce della prassi medievale della contraffazione.

E ieri sera l’affascinante mondo della lauda medievale ha ripreso vita nelle note del concerto tenuto dal nostro fra Alessandro e dagli artisti (Cristina Bonaca, Claudia Puletti, Valeria Puletti, Paolo Rellini, Riccardo Strappaghetti e Luigi Vestito) dell’ensemble Libercantus, guidati dallo stesso M° Vagnetti, specialisti nella ricerca ed esecuzione di musica antica. Il programma è stato articolato in quattro quadri tematici, conducendoci dai toni estatici della contemplazione della bellezza della Vergine Maria all’esultanza piena di stupore per la nascita del Salvatore, e dagli accenti drammatici della Passione alla gioia incontenibile delle danze del Paradiso.

Da ultimo, i nostri artisti hanno eseguito il Cantico delle creature sulla melodia proposta da fra Alessandro; così, siamo passati dalla teoria alla pratica: dopo aver compreso, nel pomeriggio, i criteri del lavoro di ricostruzione ed averne letti alcuni esempi sui pentagrammi, le nostre orecchie hanno potuto finalmente gioire nell’ascolto di questa melodia, insieme nuova ed antica.

E la bellezza dell’antifona-ritornello (Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore, et onne benedictione) e delle strofe, cantate su un tono di tipo salmodico, ci ha conquistati. La musica è passata dalle orecchie al cuore, e dal cuore alla bocca; e l’ascolto si è fatto canto, quando, al momento del richiestissimo bis, fra Alessandro ha invitato il pubblico ad unirsi al coro nell’esecuzione dell’antifona-ritornello.

Così abbiamo cantato e pregato insieme, spontaneamente; così doveva succedere otto secoli or sono, all’ascolto di un menestrello, di un trovatore, di un giullare… o di un frate: «Noi siamo i giullari del Signore – diceva Francesco ai suoi compagni – [… ] Che cosa sono i servi di Dio, se non i suoi giullari che devono commuovere il cuore degli uomini ed elevarlo alla gioia spirituale?» (FF 1615).







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