Dove Siamo > Ss. Pietà del Farneto - COLOMBELLA

Un dono a Francesco dal 1218


L’origine francescana del convento di Farneto così ci è stata consegnata dalla tradizione. Prima che ai francescani questo luogo apparteneva al vicino monastero benedettino di San Giustino, che nel secolo XIII era fiorente nella valle e ne dominava il fertile territorio. Farneto doveva essere un piccolo ospizio rurale o “Grangia”, come venivano chiamati tali ospizi appartenenti ai monasteri. San Francesco più volte ha attraversato questo territorio, sia per recarsi da S. Maria degli Angeli a Gubbio, sia per giungere alla Verna per la quaresima di San Michele (dopo la festa dell’ Assunta fino al 29 settembre). Già prima, quando ancora era in ricerca della sua vocazione, risalendo verso Gubbio, presso Caprignone, si era imbattuto nei briganti che lo maltrattarono gettandolo in una fossa di neve. Si era loro presentato come l’ “araldo del gran Re”. Sostò quindi nel monastero di San Verecondo, oggi Vallingegno, accolto non troppo bene in verità, costretto a fare lo sguattero di cucina. Questi episodi sono narrati da fr. Tommaso da Celano, contemporaneo e primo biografo del santo (Vita prima, 16).

Quando era ormai conosciuto, siamo nel 1218, san Francesco, recandosi al monte della Verna, si imbatté, presso il villaggio di Bosco, nell’ Abate di San Giustino. Così narra il Celano: “L'abate del monastero di San Giustino, nella diocesi di Perugia, incontrò un giorno Francesco e, sceso velocemente da cavallo, si intrattenne brevemente con lui a parlare della salvezza della sua anima. Quando alla fine si allontanò, gli chiese umilmente di pregare per lui. «Pregherò, signore, volentieri», rispose Francesco. L'abate si era allontanato di poco, quando il Santo, rivolto al compagno, gli disse: «Aspetta un poco, perché voglio soddisfare il debito di ciò che ho promesso». Aveva infatti questa abitudine, di non gettare dietro le spalle la preghiera richiesta ma di adempiere quanto prima una tale promessa. Mentre il Santo supplicava il Signore, subito l'abate provò nello spirito un calore insolito ed una dolcezza sconosciuta fino a quel momento e, rapito fuori dai sensi, gli sembrò proprio di venire meno. Si fermò un istante, poi ritornato in se stesso, constatò la potenza della preghiera di san Francesco. Per questo provò un amore sempre più grande per l'Ordine e riferì a molti il fatto come un miracolo” (Vita seconda, 101).

Forse fu in questa occasione che i benedettini di San Giustino donarono al Poverello di Assisi il luogo del Farneto. Alcune tracce del passaggio del santo ci sono state consegnate dalla tradizione, a testimonianza della grazia di Dio che l’ accompagnava. Un tronco di cipresso, ora spostato sulla destra della chiesa, è quanto resta di un “bastone” che san Francesco comandò a un frate di “piantare” e “innaffiare” per obbedienza, bastone che avrebbe messo radici e sarebbe cresciuto fino a diventare un maestoso cipresso. Così nella sagrestia del convento si conserva il resto di un sacco nel quale un “angelo” avrebbe portato il pane per i frati, rimasti senza cibo e impossibilitati a uscire per l’elemosina a causa di una abbondante nevicata. Riuniti nell’oratorio intorno a san Francesco a pregare il Padre della provvidenza, sentono battere alla porta e vi trovano un giovane con un sacco pieno di pane. Che sia un “angelo” i frati lo deducono dal fatto che non ci sono tracce sulla neve fresca. Si conserva anche il battente con cui l’ angelo bussò alla porta. Inoltre in fondo al bosco è stata costruita una Cappella a ricordo della preghiera di San Francesco, che qui sostava nei suoi pellegrinaggi alla Verna.

Obbedienza alla vita e ai fratelli con cui viviamo come allenamento per imparare a obbedire a Dio, fiducia nella provvidenza del Padre che si prende cura delle sue creature e la preghiera come amorevole ricerca della amicizia e la compagnia di Dio e intercessione per chi ne ha bisogno: questi i valori attorno a cui costruire un progetto di vita e che possono sostenere la tensione spirituale di un gruppo di persone che voglia essere “fraternità evangelica”. E con questo paradigma, consegnarsi al mondo, soprattutto ai poveri e ai cercatori di Dio.

Una fraternità francescana ha sempre vissuto a Farneto e l’ edificio conventuale è cresciuto con i frati lungo i secoli, passando per la riforma dell’ Osservanza, nel ‘400, fino all’ aggiunta del braccio verso il bosco, per accogliere i ragazzi del Collegio Serafico, presenti qui dalla fine del 1800 sino agli anni sessanta del 1900. In questi ultimi anni la fraternità è formata di giovani in età adulta. Attualmente è composta di 29 frati, 23 dei quali giovani in cammino per consacrarsi per sempre al Signore alla maniera di san Francesco. Giunti da ogni parte d’Italia, chiamati dalla voce interiore del Spirito, imparano ad ascoltare la sua parola, con la preghiera e lo studio della filosofia e teologia, disponibili ai vari servizi della casa, collaborando con le comunità parrocchiali della zona, accompagnando soprattutto gli adolescenti e i giovani nella loro crescita di fede. I frati che qui si sono formati sono, oltre che in Umbria, al servizio di realtà molto diverse e distanti tra loro. Alcuni sono a Roma, in Sardegna, a Nizza (Francia), altri in Terra Santa, in Congo (Brazaville), in Kazakstan. Gesù ha inviato i suoi discepoli in tutto il mondo a portare la notizia che “Dio ci ama e vuole che lo sappiamo” e i frati, sull’ esempio di san Francesco, vogliono rammentare a tutti che l’orizzonte del mondo è più ampio dei nostri luoghi ristretti e verso di esso tutta la Chiesa deve sentirsi proiettata.




Contatti
Tutti i riferimenti utili per contattarci

Galleria fotografica
Alcune foto del Convento e dintorni




Articoli correlati


02/12/2016  10:07
Il locus di Pantanelli
Alla scoperta di un piccolo e antico convento dell’orvietano

01/12/2016  
Agape: questo matrimonio s'ha da fare?
Corso per coppie di fidanzati orientati al matrimonio

29/11/2016  09:05
Attratti da una santità eroica
I frati di Assisi celebrano insieme i santi francescani

27/11/2016  
Meditava continuamente le parole del Signore
Esercizi spirituali semi-guidati e personalmente guidati

26/11/2016  10:58
Abitare le relazioni
Incontro con il prof. Alvaro Paolacci

23/11/2016  11:24
Concerto di Natale a Perugia
Raccolta fondi per i bambini di Gerico