lunedì, 23 maggio 2022
Le celebrazioni nella Basilica della Porziuncola 01 Gen 2015

Maria Santissima Madre di Dio

Primi vespri e canto del Te Deum

La liturgia sempre ci accompagna aiutandoci a vivere al meglio le occasioni di incontro con il Signore Gesù e a maggior ragione ci guida in questo passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo ricordandoci alcuni atteggiamenti da fare nostri: il ringraziamento, la lode, l’invocazione dello Spirito.

Anche qui nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, come in tutte le Chiese, alla fine dei primi vespri della solennità di Maria santissima madre di Dio, si è intonato il Te Deum, inno di ringraziamento all’Altissimo per l’aiuto che ci ha dato nei dodici mesi appena terminati. È un canto le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Viene solitamente attribuito a San Cipriano di Cartagine, ma anche a Sant’Ambrogio e a Sant’Agostino (nel giorno del battesimo di quest’ultimo).

I motivi per ringraziare il Signore sono sempre molti, ma non sempre ci è facile assumere questo atteggiamento che ci pone di fronte a Dio nella maniera corretta: Lui creatore e datore di ogni bene, noi creature fragili, ma da Lui amate infinitamente, al punto da mandare il Suo unico Figlio!

Padre Umberto Occhialini, che ha presieduto il vespro, ha preso spunto da alcune parole della nota preghiera della sera “Ti adoro mio Dio”, per ricordarci i motivi per cui ringraziare il Signore. “Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno” afferma l’orazione, e ci invita a dire grazie a Dio per le bellezze del creato che troppe volte diamo per scontate, per l’inestimabile dono della fede in Gesù Cristo che ci trasforma la vita e ci guida alla vita eterna, infine per la custodia provvidenziale che Dio ha sempre verso di noi nelle vicende quotidiane della nostra vita.

Ringraziare quindi ci incoraggia a proseguire nel cammino alla sequela di Gesù e a portare anche lungo l’anno nuovo, nei luoghi in cui ci troviamo, l’annuncio che ogni cosa è nelle mani del Padre che non ci abbandona mai.

 

Messa solenne alle 11.30 del 1/1/2015

Dopo la grande celebrazione eucaristica in Basilica delle 24.00, dove si sono ritrovati più di 1600 giovani e tanta altra gente, per ringraziare il Signore dell’anno appena trascorso e per affidare a Lui quello che inizia, con solennità e gioia anche la fraternità della Porziuncola si è unita ai tanti fedeli nella messa delle 11.30 per lodare Dio e la sua Madre santissima.

Padre Umberto Occhialini, che ha presieduto l’eucaristia, ci ha ricordato nell’omelia che Gesù, è venuto a liberarci dalla nostra condizione di schiavitù dal peccato e dalla morte e per farlo è nato dal grembo di una donna, Maria santissima. Per questo si fa la festa, non tanto perché dobbiamo celebrare un altro anno che è passato e che ci invecchia!

E anche perché è un inno alla vita, se il tempo passa e noi lo percepiamo vuol dire che siamo vivi e ne siamo contenti, ci interessa ancora essere “viandanti” su questa terra, in cammino. Un cammino non verso la morte e il nulla, ma verso la risurrezione e la piena comunione con Dio, il tempo è quindi dono di Dio, il più prezioso, per moltiplicare i talenti che il Signore ci ha donato. Non sprechiamolo quindi, ma investiamolo nel bene con tutte le nostre forze confidando nel Signore Gesù e i nostri buoni propositi per il nuovo anno non saranno solo parole, ma anche fatti concreti.

 

Secondi vespri e canto del Veni Creator

Abbiamo ringraziato il Signore per i doni che ci ha elargito lungo il 2014, gli abbiamo chiesto con tutto il nostro cuore di farci cogliere le occasioni di incontro con Lui lungo il corso dell’anno appena iniziato e di non sprecare il nostro tempo prezioso, infine nei secondi vespri di questo primo giorno dell’anno la Chiesa invoca l’aiuto dello Spirito Santo.

Lo fa cantando, alla fine della preghiera corale, il Veni Creator Spiritus, inno che con convinzione e gioia apre i nostri cuori ad accogliere la Forza di Dio, l’unica che ci può accompagnare, guidare e sostenere nel cammino della vita di tutti i giorni. Padre Stefano Orsi, che ha presieduto il vespro, ha invitato l’assemblea a non dimenticare l’aiuto che Dio ci vuole dare, sempre. Fare le cose da soli non è mai la soluzione migliore, invitare Dio e chiedergli l’aiuto di un sano discernimento è cosa buona e giusta.

Da Lui deriva quella gioiosa testimonianza che potremo dare a tutti con un sorriso, con delle parole pacate e cordiali, con le opere di carità e di misericordia. Che possa essere quindi un anno con il Signore e nella pace vera che è la Sua presenza in mezzo a noi e nei nostri cuori.



Capodanno Madre di Dio Stefano Orsi Umberto Occhialini

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