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Ricordi di San Francesco nel Convento di Farneto




Leggende Farnetane

Ricordi di San Francesco nel Convento di Farneto

(Edito dalla Tip. Porziuncola a Santa Maria degli Angeli nel 1927)

PREFAZIONE

Il Centenario Francescano, che già volge al tramonto, ha destato dovunque una fiamma di entusiasmo per il Poverello di Assisi, che accesasi nella sua patria, si è propagata per tutto il mondo. Ovunque, e più che altrove (com’era ben naturale) nella nostra Italia, ma soprattutto nella nostra Umbria, e più ancora nella sua Assisi, si sono svolte solenni riuscitissime feste, ed innalzati pure monumenti a ricordo perenne del grande avvenimento.

A questo concerto generale di ammirazione per il Serafico Padre non potevano non prender parte i religiosi del Convento di Farneto, che hanno la sorte di abitare i luoghi medesimi santificati già dal loro Padre, e di essere circondati da diversi e cari ricordi di Lui.

A questo fine un Comitato del vicino villaggio di Colombella sta già organizzando una commemorazione solenne del Centenario, che sarà tenuta quanto prima nel nostro Farneto: ed uno dei più bei ricordi del Santo: il Bastone o Cipresso di S. Francesco che, inaridito e pericolante, fu dovuto atterrare, già sta risorgendo a nuova vita.

Nondimeno a rammentar meglio il Centenario Francescano, e a far conoscere sempre più ai popoli circonvicini questo loro Santuario, i Religiosi del Convento han creduto bene raccogliere insieme tutti i cari ricordi lasciati dal Serafico Padre in questo luogo beato, e come fiori soavissimi, di serafico aroma profumati, offrirli, per la circostanza, all'edificazione di tutti. Ecco la ragione della presente raccolta, che intitoliamo Leggende Francescane.

Qui però qualcuno potrebbe chiedere: Se sono fatti realmente accaduti, perché chiamarle leggende?

Li chiamiamo con tal nome, perché i fatti che siamo per raccontare non sono strettamente storici; e certo, almeno nei particolari, furono abbelliti dalla poesia e dalla devozione. I nostri buoni antenati non si curarono di tramandarci per mezzo della scrittura, o di altri monumenti duraturi e inalterabili, quanto di meraviglioso era accaduto in mezzo a loro, per opera del Serafico Padre: bastava loro la parola e il racconto vivo di chi aveva visto; e che poscia era ripetuto di generazione in generazione.

Così sono sorte le nostre leggende. Se non sono strettamente storiche, almeno in tutti i particolari, hanno però il fondamento nella tradizione locale sempre viva; e tutte insieme non fanno che ripeterci chiaramente: Qui visse San Francesco: e qui pregò, pianse, cantò... rapito da straordinario amore per lddio e per gli uomini.

Benedica Egli queste povere pagine, ed accresca in tutti, per mezzo di esse, la devozione verso questo suo Santuario.

INDICE:

  • Il Convento di Farneto, pag. 7
  • Il Bastone di san Francesco, pag. 13
  • Il Sacco di san Francesco, pag. 19
  • L’alterigia di frate Elia, pag. 22
  • Lo Scoglio di san Francesco, pag. 27
  • Il Coppo di san Francesco, pag. 30
  • Il fanciullo fraticino, pag. 33
  • Il Collegio serafico, pag. 37

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