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Assemblea in conclusione del Capitolo provinciale 29 Giu 2017

Unità nella carità

Circa 130 frati minori provenienti da tutti i conventi dell’Umbria, dalla parrocchia di San Gregorio VII (Roma) e dalla parrocchia di Cimiez (Nizza), insieme ad una rappresentanza dei frati della Custodia dipendente di Sardegna, hanno celebrato – riuniti in Assemblea presso il Centro Congressi della Domus Pacis di Assisi – la conclusione del Capitolo provinciale intermedio 2017, iniziato lo scorso 18 giugno.

Dopo la preghiera dell’Ora Terza, il Ministro provinciale, p. Claudio Durighetto, ha introdotto il convegno ricordando che la Chiesa intende il Capitolo come segno dell’unità nella carità, dove ciascuno porta il proprio contributo perché serva al bene superiore della Provincia, da una parte attingendo al patrimonio della spiritualità e del carisma, e dall’altra guardando avanti scrutando i segni dei tempi. Questo hanno cercato di fare i frati capitolari, sempre cercando la guida dello Spirito Santo, consapevoli di non dover fare “tutto” ma anche dell’importanza che ogni singola tappa ha in un cammino.

Il Ministro ha poi dato la parola a due frati perché riportassero in Assemblea la loro testimonianza sull’evento capitolare vissuto insieme a Todi. Il primo ad intervenire è stato fra Fabio Nardelli, alla sua prima esperienza di Capitolo e il più giovane tra i capitolari. Tanta gratitudine nelle parole di fra Fabio, che ha indicato la preziosità di condividere un momento di fraternità insieme a tanti fratelli giovani e meno giovani. Fra Fabio ha inoltre apprezzato il dialogo franco e sincero, l’atteggiamento di apertura anche verso l’inatteso suggerito dallo Spirito e la capacità, uniti nello stesso desiderio di servire Dio ed annunciarlo al mondo, di ripartire da ciò che da senso e rende feconda la nostra vita. Dopo di lui ha condiviso alcune impressioni fra Salvatore Morittu, Custode di Sardegna, al suo secondo Capitolo con i frati dell’Umbria. Fra Salvatore è stato felice di constatare che il Capitolo non è solo un tempo di “amministrazione del Bene comune”, ma anche un tempo di incontro: “con il Signore, innanzitutto, che ci ha portati in disparte sul Montesanto di Todi, e poi tra di noi”. Si è detto, inoltre, positivamente colpito dalla giovane età media dei capitolari, i quali – con una incoraggiante capacità di analisi e di confronto – insieme agli altri hanno saputo trattare con rispetto anche le fatiche, mettendo avanti sempre il desiderio di migliorare le attività in essere, e con una bella apertura verso le realtà intorno all’Umbria e verso le periferie.

Il Ministro ha presentato ufficialmente all’Assemblea i nuovi Definitori che lo affiancheranno, insieme al Vicario provinciale, nel servizio del governo della Provincia. Ha chiesto poi a uno di loro, fra Massimo Reschiglian, di presentare – per grandi linee – il Documento finale che sarà stampato e consegnato a tutti i frati. Il Documento, che conterrà tutte le risoluzioni approvate dal Capitolo nella giornata di ieri, sarà sviluppato sulla traccia del Testamento di Siena: “Scrivi che benedico tutti i miei frati che sono ora nell’Ordine e quelli che vi entreranno fino alla fine del mondo. Siccome non posso parlare a motivo della debolezza e per la sofferenza della malattia, brevemente manifesto ai miei frati la mia volontà in queste tre esortazioni. Cioè: in segno di ricordo della mia benedizione e del mio testamento, sempre si amino tra loro, sempre amino ed osservino la nostra signora la santa povertà, e sempre siano fedeli e sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della santa madre Chiesa” (FF 132-135). Fra Saul Tambini e fra Giulio Michelini hanno, invece, letto e commentato una per una le proposizioni che saranno contenute nel Documento.

Dopo un breve rito di Congedo, i frati si sono recati in Basilica per la santa messa nella solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo: un’occasione per rendere grazie al Signore del tempo di Capitolo, per consegnarli quanto ancora in ciascuno è da purificare, e per implorare benedizioni per il prossimo Capitolo custodiale che sarà celebrato in Sardegna la prossima settimana.

Durante l’omelia p. Claudio, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, ha fatto riferimento alla rappresentazione – tra le tante che sono a Roma relative ai due Apostoli – della concordia apostolorum: Pietro e Paolo, fratelli nella vocazione, nella missione e nel martirio. Con doni diversi hanno edificato l’unica Chiesa, e lo hanno fatto attraverso il dialogo, il confronto sincero, la preghiera e la carità. “Quello che nel nostro piccolo – ha aggiunto p. Claudio – abbiamo cercato di fare in questi giorni di Capitolo. I due Apostoli ci indicano la via, il metodo per ricercare la volontà di Dio, per essere missionari, ma prima ancora fratelli e minori. Questa via deve essere coltivata e custodita nella preghiera che, come mostrano le Letture proclamate nella liturgia odierna, è in grado di spezzare le catene, aprire le porte e donare libertà”.



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