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Luogo di discernimento e di riconciliazione 25 Dic 2016

Il Santuario della Spogliazione

Il carisma di Francesco, unito a quello di Chiara, è privilegio della nostra Chiesa particolare e ne fa una comunità a cui si guarda dal mondo intero. I molteplici santuari danno ad Assisi una inconfondibile fisionomia. Spiccano le basiliche di San Francesco, di Santa Maria degli Angeli e di Santa Chiara. La “seraphica civitas” – qual è denominata persino sul gonfalone del Comune – è come un santuario a cielo aperto.

Allo scopo di offrire un ulteriore contributo a questa singolare vocazione di Assisi, ho ritenuto opportuno dare più rilievo a un altro centro spirituale, che ha il suo punto di gravità nel vescovado e nella vicina chiesa, ad esso legata, di Santa Maria Maggiore, antica cattedrale di Assisi. È in quest’area – quale che sia il punto preciso in cui l’episodio avvenne – che otto secoli fa il giovane Francesco, nel giudizio che lo vedeva contrapposto al padre Pietro di Bernardone davanti al vescovo Guido, fece il gesto clamoroso di spogliarsi di tutto, per essere tutto di Dio e dei fratelli. Siamo soliti ricordare questo gesto come “spogliazione”.

[…] Ho voluto pertanto assegnare a questa chiesa anche una specifica funzione santuariale. Essa dunque aggiungerà, al suo titolo tradizionale, la connotazione di Santuario della Spogliazione. Affido alla sollecitudine e generosità della Provincia Serafica dei Frati Minori Cappuccini, già ivi impegnati nel servizio parrocchiale, la cura di questa ulteriore “perla” del paesaggio spirituale di Assisi.

Questi alcuni passi iniziali della Lettera pastorale di S.E. Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, datata 25 dicembre 2016 e con cui la chiesa di Santa Maria Maggiore in Assisi è eretta in “Santuario della Spogliazione”.

Nella Lettera diversi i riferimenti ai Santuari storici di San Damiano e della Porziuncola: il mandato del Crocifisso e conseguente tentativo di utilizzo dei beni paterni, il rapporto col padre – non rifiutato in sé ma in relazione all’idolo del dio-denaro – per qualche tempo evitato grazie al rifugio sotterraneo di San Damiano, la nudità della spogliazione riproposta al momento del beato Transito alla Porziuncola, le parole di perdono contenute nel Cantico delle Creature – composto a San Damiano – che hanno sortito effetto proprio presso il Vescovado, ancora il Perdono che alla Porziuncola chiese e ottenne “dallo stesso Altissimo” sottomettendo tutto all’approvazione del “signor Papa”, ed infine il Vescovo vede un filo ideale che lega il Santuario della Spogliazione e la Porziuncola: luogo di contemplazione e, insieme, laboratorio di fraternità.

Tra le indicazioni date dal Vescovo si deduce che il nuovo Santuario si profila come un luogo privilegiato per invocare la grazia del discernimento vocazionale, ambiente ideale per giovani alla ricerca di Dio, e si propone come santuario di riconciliazione.



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